Siria, passa la linea di Putin: alla fine si convince anche la Germania

Dopo smentite e dichiarazioni varie, è stato concordato a tempo di record un incontro tra Putin e Obama a margine dell’assemblea generale dell’Onu: lo rende noto Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino. «Un incontro con Obama è stato concordato», ha rivelato Peskov, riferendosi ai bilaterali del presidente russo a margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite. Putin, ha aggiunto, ha concordato un incontro anche con il premier giapponese Shinzo Abe. Il leader del Cremlino interverrà all’Onu il 28 settembre. Intanto Putin incassa anche il dietrofront della Germania sulla questione siriana: Angela Merkel ha infatti affermato che Bashar al-Assad dovrebbe essere incluso nei colloqui di pace in Siria. La cancelliera tedesca lo ha detto dopo il vertice Ue sui migranti. Dando prova di buon senso, la Merkel ha ammesso che «dobbiamo parlare con diversi attori, incluso Assad, non solo con Usa e Russia, ma anche con importanti partner regionali come l’Iran e l’Arabia Saudita», ha aggiunto. La Francia invece continua a considerare il legittimo presidente siriano come il diavolo incarnato, ma la sua a questo punto è una posizione isolata. Anche la Turchia appoggia la decisione tedesca: «Il presidente siriano Bashar al Assad potrebbe svolgere un ruolo nel processo di transizione nel Paese, ma per lui non può esserci posto in futuro». Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, reduce dalla visita a Mosca dove ha affrontato la crisi siriana con il suo omologo Vladimir Putin: «Sia un processo di transizione senza Assad che uno con Assad sono possibili. Ma serve l’opposizione. Nessuno può immaginare il futuro della Siria con Assad».

Anche Erdogan sostiene le posizioni di Putin sulla Siria

Le parole di Erdogan rappresentano un’apertura rispetto alla gestione della crisi siriana, visto che finora Ankara finora aveva sempre escluso trattative con Assad. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che la posizione di Merkel «corrisponde a quello che il presidente Putin ha detto ripetutamente. Abbiamo deciso di lavorare su questo tema all’Assemblea generale dell’Onu con un gruppo dei ministri degli Esteri di Usa, Turchia e Russia», ha aggiunto Erdogan, ipotizzando anch’egli un coinvolgimento in primo luogo di Iran e Arabia Saudita. Secondo il leader di Ankara, che ha ribadito l’importanza di una safe zone nel nord della Siria, l’intenzione di Assad è quella di mantenere il controllo su una porzione di territorio pari circa al 15% del Paese da Damasco a Latakia, inclusa Homs. E persino la Palestina è pronta a sostenere l’iniziativa del presidente russo Putin di creare una coalizione congiunta contro l’Isis: lo ha detto a Interfax il presidente palestinese Abu Mazen, a Mosca per una visita ufficiale. «Siamo pronti a sostenere questa iniziativa, noi siamo contro il terrorismo e l’estremismo, siamo sempre stati a favore della pace e della soluzione politica in Siria», ha spiegato riferendosi alla coalizione congiunta anti Isis proposta da Putin. Intanto si apprende che la coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa ha compiuto negli ultimi due giorni 20 raid aerei contro obiettivi del Califfato in Siria e Iraq. Lo comunica una nota dell’esercito Usa. Quattro raid hanno preso di mira unità tattiche, di artiglieria e alcuni veicoli nelle zone di Hassake, Raqqa e Mar’a in Siria. In Iraq sono invece stati colpiti tra gli altri edifici e postazioni di combattimento nei pressi di Kirkuk, Ramadi e Sinjar.