La sinistra vuole imporre l’educazione sessuale di stato: è l’ideologia gender

Il consiglio regionale della Toscana ha bocciato due mozioni dell’opposizione che chiedevano il veto all’introduzione della “teoria del gender” nelle scuole, pretendendo parimenti il rispetto del ruolo irrinunciabile della famiglia nell’educazione alla sessualità e all’affettività. “Pd, Movimento 5 Stelle e Sì-Toscana a Sinistra, bocciando le mozioni presentate dal centrodestra contro l’ideologia gender nelle scuole, dimostrano ancora una volta la loro mentalità statalista e ideologica – si legge su “Il Giornale” – È pericoloso introdurre nelle aule scolastiche teorie pericolose per lo sviluppo degli studenti, e che bypassano il ruolo delle famiglie.”

PD e grillini uniti nella lotta per l’indottrinamento a scuola

“Purtroppo, già in diversi istituti vengono proposti ai ragazzi, anche all’asilo o alle elementari, libri che teorizzano come non si nasca maschi o femmine, ma lo si diventi in base a fattori esclusivamente culturali: questo significa non guardare la realtà”, concludono Lega, FI e FdI. Polemiche liquidate con sufficienza dal vicecapogruppo Pd Monia Monni, che ha parlato di “fuffa ideologica” e di “inaccettabile strumentalizzazione.” Un modo come un altro per sminuire un vero e proprio indottrinamento di stato, che utilizza la scuola pubblica per imporre un’ideologia pericolosa attraverso l’educazione sessuale imposta dai burocrati ministeriali e dall’arbitrio di docenti spesso iscritti alle associazioni LGBT. Una violenza ai danni della libertà delle famiglie e dell’educazione dei nostri figli.

Attraverso la scuola di stato, la sinistra vuole un indottrinamento sessuale

Si tratta di polemiche che anticipano e seguono la discussa applicazione della riforma della scuola firmata dal ministro Stefania Giannini, che al comma 16 prevede interventi per la rimozione degli stereotipi e promuove una non meglio specificata “educazione di genere”. Per dare attuazione alla riforma il Miur convocherà un tavolo con diverse associazioni: se questo tavolo includerà o meno anche le sigle del mondo Lgbt è il nodo su cui si gioca lo scontro.