Singapore, “en plein” del partito di governo. Al Pap 83 seggi su 89

Vittoria schiacciante, senza precedenti. La conta finale dei voti nelle elezioni di Singapore ha confermato la solida vittoria del partito di governo Pap (Partito di azione popolare), al potere dall’indipendenza. Il movimento guidato dal premier Lee Hsien Loong ha conquistato infatti 83 seggi su 89, raccogliendo il 69 per cento delle preferenze e quindi invertendo la tendenza di un’erosione del suo consenso vista alle elezioni di quattro anni fa. Il primo ministro ha ringraziato gli elettori e in particolare i giovani: “Capiscono cos’è in gioco e appoggiano quello che stiamo facendo”, ha detto Lee, che in campagna elettorale ha costantemente concentrato la sua retorica sui “prossimi 50 anni di Singapore”, idealmente una prosecuzione dei successi ottenuti nel mezzo secolo passato dall’indipendenza ottenuta nel 1965.

Singapore, il Pap fa il pieno anche fra i giovani

L’opposizione, guidata dal “Partito dei lavoratori“, contava di consolidare l’exploit del 2011, in cui strappò sei seggi al Pap, intaccando il suo tradizionale predominio. In termini di posti in Parlamento il risultato è stato confermato, ma rispetto a quattro anni fa il Pap ha ottenuto il 9 per cento delle preferenze in più. Al successo del partito di governo ha contribuito l’ondata di patriottismo suscitata – e sapientemente sfruttata da Lee – da due eventi degli ultimi mesi: la scomparsa del leader storico Lee Kuan Yew (padre dell’attuale premier) a marzo, e le celebrazioni per i 50 anni dall’indipendenza un mese fa. Secondo molti analisti, le preoccupazioni popolari per il crescente afflusso di immigrati e l’aumento del costo della vita sono state neutralizzate dalla cosiddetta “maggioranza silenziosa” di Singapore, grata al Pap per il benessere e la stabilità raggiunte grazie a una costante crescita economica dall’indipendenza.