Sindaci francesi in rivolta: «Vogliamo accogliere solo i rifugiati cristiani»

Rifugiati cristiani, accogliamo solo loro»: e sono due. Dopo l’annuncio della Slovacchia, arriva a stretto giro anche la presa di posizione di un nutrito gruppo di sindaci d’oltralpe che, nel quadro del nuovo piano d’accoglienza di 24.000 rifugiati nell’arco dei prossimi due anni in tutto il territorio della Francia, si sono detti pronti ad accogliere solo profughi cristiani. Ed è subito polemica.

Rifugiati cristiani, porte aperte in Francia

Una polemica, come spesso in casi come questo che riguardano scelte precise e dichiarazioni tranchant intestate al tema dell’accoglienza e prontamente impugnata dai polemisti dell’ultim’ora in nome di stanche argomentazioni politically correct; oltre che pregna di facili accuse che, naturalmente, trovano terreno fertile per germogliare nella situazione di caos generata e alimentata da una politica migratoria fallace, e ormai inadeguata rispetto al flusso degli arrivi. «Solo così possiamo avere l’assoluta certezza che non sono terroristi», ha dichiarato a difesa delle argomentazioni selettive – e in nome della sic urezza nazionale, che dovrebbe stare a cuore di tutti i francesi – uno dei sindaci d’oltralpe finiti all’indice dei penpensanti progressisti. «È completamente illegale», hanno replicato di contro le associazioni per la difesa dei diritti umani. E tra i due schieramenti duellanti, è arrivata la stoccata, ma in punta di fioretto, dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che in una lunga intervista al quotidiano Le Figaro, ha proposto come soluzione alternativa ai problemi e alle recriminazioni di rifondare «la politica migratoria europea», con una revisione totale degli accordi di Schengen. E tutto questo è rispuntato fuori persino Eric Cantona che, in un’intervista rilasciata al Parisien si è detto «pronto ad accogliere i migranti»…

La polemica con i sindaci d’oltralpe

Dopo l’exploit del premier slovacco Fico, dunque, anche i sindaci francesi propongono la loro ricetta per una soluzione possibile con cui affrontare la sistematica invasione di migranti in Europa. Una proposta che, se da un lato pone un argine numerico al flusso massiccio e ininterrotto, dall’altra rivendica un’autonomia di scelte identitarie che sembra “pericolosamente” caduta in disuso nel vecchio continente. Così, mentre fonti della Commissione Ue replicano alle dichiarazioni del premier slovacco criticandone lo spirito e urlando al« rischio di discriminazione», Bratislava si dice disposta ad accogliere 200 rifugiati siriani, purché cristiani, perché «la Slovacchia è un Paese cristiano, e non può tollerare l’invasione di 300.000-400.000 musulmani che vorrebbero riempirci di moschee e cambiare la natura, la cultura e i valori nazionali». A stretto giro, poi, l’adozione della stessa linea strategica rivendicata da una parte dei sindaci francesi: a questo punto si attende la risposta di Bruxelles. E la polemica monta.