Senato trasformato in museo? Scontro istituzionale tra Grasso e Renzi

L’ufficio stampa di Palazzo Chigi, di prima mattina, aveva smentito categoricamente quella frase riportata, come indiscrezione, dalla Stampa di Torino ed attribuita al premier Matteo Renzi: «Abolisco il Senato e ci faccio un museo». Mai pronunciata, secondo i comunicatori del premier.  «Una frase volgare e assurda che Renzi non ha pronunciato nè pensato o riferito». Ma il presidente del Senato Pietro Grasso, in questi giorni nel mirino di Renzi per la gestione del dibattito sulle riforme costituzionali a Palazzo Madama, ha ignorato quella precisazioni, replicando al premier con inusitata sincerità e durezza, proprio sul tema del “museo”: «Coltivo la remota speranza che la politica chiamata a scelte fondamentali per il futuro del Paese possa far sua la capacità di fare del confronto leale e della comprensione reciproca la modalità principale della sua azione, piuttosto che far trapelare la prospettiva che si possa fare a meno delle Istituzioni relegandole in un museo».

Grasso e i giorni difficili

Grasso vede nero, nell’immediato futuro. «Concedetemi una battuta: in questi giorni così convulsi – e i prossimi temo saranno anche peggio – guardo con una certa invidia all’atmosfera distesa e propositiva che sempre anima questo consesso», ha specificato il presidente del Senato prendendo la parola alla presentazione del rapporto “I doveri della medicina. I diritti del paziente” presso la sala Zuccari. «Nonostante tutto però resto un inguaribile ottimista, l’ottimismo della volontà, per usare una nota citazione», aggiunge. «Il tema “Doveri della medicina e diritti del paziente” è di una estrema delicatezza, come tutto ciò che ha direttamente a che fare con la vita, la malattia, il dolore, la sofferenza, la morte. Per questo ho apprezzato profondamente la saggezza delle linee propositive che oggi vengono presentate e discusse», sottolinea Grasso. «Trovo particolarmente interessante l’idea di incoraggiare e valorizzare al massimo “l’alleanza” tra medici e paziente», ha proseguito Grasso, che ha poi aperto sul tema dell’eutanasia: «Dignità, libertà e salute del malato possono esser esercitati pienamente solo quando può conoscere la propria condizione e partecipare a elaborare il percorso terapeutico nella ricerca di un’autodeterminazione consapevole che arrivi fino al rifiuto delle cure anche attraverso il ricorso a persona di fiducia se non può esprimersi».