«Sei un infame»: i detenuti prendono di mira il basista di Martina Levato

Andrea Magnani, il presunto complice di Alexander Boettcher e Martina Levato in una serie di aggressioni con l’acido, avrebbe ricevuto minacce in carcere da altri detenuti che gli avrebbero detto frasi del tipo: «Sappiamo che sei un infame, stai attento». Magnani, presunto basista che venne arrestato alcune settimane dopo le misure cautelari per Martina e Alexander e che nei suoi verbali avrebbe tirato in ballo le responsabilità di entrambi raccontando di essere “succube di Alex”, è detenuto nel carcere di Monza. Carcere dove è stato trasferito a metà giugno scorso dopo essere passato anche per la casa di reclusione di Opera, prima in isolamento e poi in alta sorveglianza.

Il basista di Martina Levato nel carcere di Monza

Da alcune settimane si trova a Monza nelle celle con altri detenuti e, secondo fonti legali, avrebbe ricevuto alcune minacce verbali. Da quanto si è saputo, Magnani, imputato nel processo con rito abbreviato per associazione per delinquere assieme a Martina Levato, avrebbe espresso preoccupazione per quelle frasi in cui veniva definito un “infame” che doveva fare “attenzione”. In alcuni memoriali, depositati nei procedimenti sui blitz con l’acido, sia Martina sia Alexander, tra l’altro, hanno, a loro volta, scaricato parte delle responsabilità su di lui.