«Se prendi 7 in condotta pulisci i bagni»: lo ha deciso un liceo del Tirolo

Prendere 7 in condotta farà la differenza: ma davvero. Almeno in Tirolo. Parola del comitato  insegnanti-genitori-studenti che, in una riunione d’istituto hanno deliberato che, almeno per quanto il loro liceo a Kufstein (Tirolo), gli alunni che riporteranno il famigerato in pagella sette in condotta saranno messi a disposizione della scuola, al servizio di lavori socialmente utili.

7 in condotta e “punizione alternativa”

Dunque, in base a quanto previsto per il nuovo anno scolastico, da adesso in poi in un liceo tirolese l’alunno che prenderà come voto di condotta dal 7 in giù dovrà svolgere a scuola lavori socialmente utili. La “pena alternativa” – scrive Tiroler Tageszeitung – scatta con più di sei ore di assenza ingiustificata e può consistere nella pulizia del bagno e della classe, nella distribuzione dei libri, ma anche in ripetizioni a studenti più giovani. Una lezione di vita che sicuramente influirà sui destinatari della punizione più di tante interrogazioni riparatorie, crediti e debiti formativi e tirate d’orecchio casalinghe.

Un modello educativo

Un modello educativo old style, quello rispolverato a Kufstein, che fa notizia e induce alla riflessione, e che entra nel vivo del problema affrontandolo con oncretezza e determinazione. Il che, in un momento come questo in cui indagini sociologiche e cronaca nera riportano ormai all’ordine del giorno il fiorire continuo di episodi di bullismo infantile e di prevaricazione adolescenziale, di sicuro non guasta. Non a caso, anche la deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero, commentando il bilancio negativo stilato da Cittadinanzattiva sul bullismo nelle scuole, non ha potuto fare a meno di sottolineare come, nel nostro Paese, le scuole forniscano lo spettacolo di una realtà nella quale «il percorso educativo appare accidentato da ostacoli sociali e relazionali. È uno scenario – ha anche aggiunto la Centemero – di fronte al quale nessuno può rimanere indifferente perché spesso dai traumi psicologici del periodo adolescenziale derivano conseguenze che influiscono sulla crescita dei ragazzi e sul loro futuro. Per questo è necessario un approccio pragmatico, in un’alleanza che abbracci famiglie, scuole, istituzioni e associazioni».

IL bullismo in numeri

Sarà dunque utile dare uno sguardo ai dati riportati dal report di Cittadinanzattiva elencati nel Rapporto su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola perché, come facilmente intuibile, bullismo e atti vandalici possono determinare – accanto al surplus di assenze ingiustificate – un amaro sette in condotta-E allora, a scorrere lo studio, si evince, per esempio, che gli episodi di bullismo in aula sono aumentati negli ultimi 12 mesi: hanno interessato il 36% degli istituti monitorati dallo studio che, in calce, riporta l’emblematico raffronto secondo cui, nel 2014, il dato si fermava al 10%. Secondo il report sulla sicurezza a scuola, un istituto su 3 ha subito nell’ultimo anno anche atti di vandalismo, il 14% episodi di criminalità al suo interno e il 9% nei pressi dell’edificio. In generale, Cittadinanzattiva ha recensito, attraverso la stampa, 45 casi di vandalismo, in scuole di ogni ordine e grado, in centri piccoli e grandi. Tra le azioni più frequenti: furti di lavagne multimediali e materiale tecnologico, muri imbrattati, libri incendiati, vetri rotti. Tutti casi riconducbili a studenti a dir poco irrequieti a cui il semplice brutto voto in condotta – se non seguito da iniziative correlate – serve davvero a poco.