Scuola, Rampelli al ministro Giannini: giochi sulla pelle dei precari

Chi paga gli errori del governo sulla scuola? Le famiglie e i precari. Con una discreta faccia tosta il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha rivendicato l’assegnazione dei supplenti con tre settimane d’anticipo rispetto al passato. A fare  le pulci all’inquilino di viale Trastevere e alla cattiva scuola di Renzi è Fabio Rampelli.

Rampelli sbugiarda la Giannini

«Il ministro dice che è stato evitato l’esodo verso province lontane. Peccato – dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera – che l’esodo è previsto nella legge approvata, che costringe i docenti assunti a fare domanda su tutte le province nazionali». Il paradosso – aggiunge Rampelli – è che per sedare le proteste dei neo-assunti, costretti a lasciare le famiglie, il governo concede loro per un anno le supplenze nella loro provincia, salvo consentire che nei posti di destinazione siano chiamati proprio quei precari che Renzi ha scelto di non assumere. Si tratta dei docenti abilitati di seconda fascia d’istituto, gli stessi che i telegiornali Rai hanno pensato mancassero, tanto da rendere necessario bandire un concorso per reperirli. Ma non è così». Insomma un pasticciaccio brutto dalla fine già scritta.

Un pasticcio all’italiana

«Tra idiozie conclamate, malafede e approssimazione: i neo-assunti fuori regione chiederanno la mobilità appena potranno e torneranno sotto casa – spiega Rampelli –  mentre saranno parsi in tutta Italia i precari di seconda fascia d’istituto, che ancora oggi mettono le toppe a un sistema scuola colabrodo, che dovranno guadagnarsi il ruolo partecipando a un concorso ingiustamente imposto, visto che i titoli di abilitazione sono equipollenti a quelli degli assunti, che si trovano tra le mani privilegi di ogni tipo, oltretutto non richiesti. E occorre ricordare che tale sperequazione tra docenti abilitati è un’ingiustizia tutta italiana». Le conseguenze, neanche a dirlo – ha concluso Rampelli – le pagheranno studenti e famiglie che non vedranno garantita quella “continuità didattica” sbandierata da Renzi insieme all’abolizione della “supplentite”… Due bugie su cui il gtoverno sta perdendo la faccia per tentare di mettere una toppa ai suoi errori».