Scontro nel Governo tra Nord e Sud: si litiga sulla decontribuzione

Letta la nota di accompagnamento al Def, l’attesa (e qualche comprensibile nervosismo) per le scelte del governo per il rilando del Mezzogiorno sale. Ci si aspettava dal documento licenziato l’altro giorno dal Consiglio dei ministri un’indicazione più «specifica» sulle misure destinate al Sud, è rimasto deluso. Vero è che il Def ha solo la funzione di definire lo scenario dentro il quale si dovrà e potrà muovere la Legge di stabilità. Ma è altrettanto vero che la sensazione di un déjavu, ovvero di provvedimenti «in continuità» con quelli già inseriti nella vecchia Finanziaria e sui quali le ricadute per il Mezzogiorno sono state tutt’altro che esaltanti, ha ripreso forza. Non è un caso che su una delle opzioni più importanti sul tappeto, la possibilità di destinare solo agli assunti al Sud dal 2016 (e per la durata di tré anni) il bonus fiscale previsto dalla decontribuzione, stia nascendo a quanto pare una sorta di strisciante «braccio di ferro» politico.

Nord chiede una contro-misura dopo che il Sud avrà forte decontribuzione

Il Nord, inteso come classe politica, starebbe premendo – si legge su “Il Mattino” – sul governo per ottenere una sorta di compensazione su questa misura, entrata in vigore già quest’anno ma su scala nazionale e garantita – non bisogna mai dimenticarlo – dai 3,5 miliardi di fondi che originariamente erano stati destinati solo al Sud. È grazie a quella scelta del governo Renzi, peraltro decisa senza il co involgimento delle Regioni meridionali (lo ha ricordato la settimana scorsa a Bari il governatore pugliese Michele Emiliano) che i numeri dei nuovi occupati sono migliorati, dando slancio indiretto anche alla riforma del Jobs act. Il Nord chiede che nell’ambito di un pacchetto di bonus fiscali «prò Sud» (la decontribuzione pertre anni, appunto, pari a circa 8mila euro per ogni nuovo assunto), al Nord venga garantito almeno un anno con lo stesso trattamento per le sue imprese.

Misure analoghe anche per il Nord per evitare richiami da Bruxelles

In questo caso, si fa osservare, Nord e Sud arriverebbero insieme al traguardo del 2018, visto che l’attuale sgravio fiscale scadrebbe nel 2017. Un ragionamento che, sempre secondo quanto si apprende, è già arrivato nelle stanze del ministero dell’Economia impegnato a far quadrare i conti e le coperture della Stabilità 2016 ma che, c’è quasi da scommetterà, finirà per diventare un «caso» politico a tutti gli effètti. Lo confermerebbe un dato: tra gli ostacoli che il governo dovrà superare per ottenere il via libera di Bruxelles alle misure riservate al Sud, il nodo degli aiuti di Stato resta fortissimo. Per aggirarlo, niente di meglio – si osserva – che coprire il provvedimento con l’estensione anche al Nord, sia pure con una durata temporale parziale.