Salvini fa il modesto: mi metto da parte, a Palazzo Chigi vedo bene Zaia

«Metterei la firma adesso per avere Zaia presidente del Consiglio, mi metto da parte». In versione procacciatore di nuovi talenti per rimpiazzare Renzi, Matteo Salvini lancia la candidatura del governatore del Veneto e sembra ridimensionare le sue ambizioni personali.

Salvini lancia Zaia

Ospite di Agorà il leader della Lega fa un’insolita dichiarazione di umiltà e lancia nell’agone Luca Zaia, leghista di provata fede, coccolato e  preferito a Flavio Tosi alla guida del Veneto, al termine di un confronto molto acceso che ha provocato l’uscita dal Carroccio del mite sindaco di Verona. Salvini dice di non sentirsi il leader del centrodestra né di altro. «Sono una persona normale e se gli italiani, così come sembrano dire i sondaggi, accordano fiducia a me e alla Lega significa che hanno bisogno di normalità. Il mio obiettivo politico è mandare a casa Renzi, non andare al governo». Solo pochi giorni fa, dal caffè della Versiliana, però sembra pensarla diversamente. «Mettetemi alla prova, non vedo l’ora, sono stufo di fare opposizione. Anzi spero di poter venire alla Versiliana l’anno prossimo da presidente del Consiglio. Fare il sindaco di Milano? Fare il sindaco della mia città sarebbe il mestiere più bello del mondo, ma in questo momento le priorità sono altre».

Il governatore non parla

Per ora Zaia non commenta. E preferisce concentrarsi sull’emergenza immigrazione confermando la linea dura nei confronti di Bruxelles. «Il mancato accordo Ue sui migranti è  una ragione in più per togliere il premio Nobel della pace all’Unione Europea. Sui profughi – dice ancora -a Merkel sta dicendo esattamente quando affermiamo noi: sì ai profughi di guerra, no a quelli economici. E la chiusura delle frontiere in Austria piuttosto che in Olanda dimostra ancora una volta che questa partita ce la dobbiamo gestire tutta da soli, con la Grecia e Malta».