La renziana Simoni: quelli di Forza Italia? Una “costola” della sinistra

Fuggono da Forza Italia e aspettano solo un cenno da Matteo Renzi per sentirsi felicemente riciclati. Berlusconi non vuol dare loro soddisfazione: “Sono mestieranti della politica”, li definisce con disprezzo. Ma nel Pd qualche problemino c’è. Di coerenza soprattutto visto che Denis Verdini, grande regista di tutta l’operazione “transfughi azzurri”, era fino a poco tempo fa l’indesiderabile braccio destro dell’odiato Cavaliere. E allora che si fa? Che ci si inventa? Bè, si fa come  la deputata toscana del Pd Elisa Simoni, parente alla lontana di Renzi (cugina di sesto grado, ci tiene a dire lei), per la quale gli elettori di Forza Italia in realtà sono un po’ come i “compagni che sbagliano”… Un azzardo retorico? Sì, come quando D’Alema definì la Lega di Bossi una “costola della sinistra” per giustificare certi giri di valzer padani. Ecco cosa ha detto Elisa Simoni: l’elettorato di Forza Italia a lei non crea disagio perché “quando si creò Forza Italia quell’elettorato erano gli operai delle aziende del nord che precedentemente avevano fatto battaglie di un certo tipo e votavano Pci, quindi è il mio mondo, e quell’Italia per cui ho un grande rispetto”. Non contenta ha continuato sulla stessa lunghezza d’onda, vantando le presunte origini “rosse” di Forza Italia (anche se fino a ieri il Pd ha sostenuto una tesi opposta, e cioè che Berlusconi si era fatto il suo partito-azienda per difendere i propri interessi economici ed allontanare i guai giudiziari). Adesso l’esegesi su ciò che accadde nel ’94 è cambiata: “È evidente che quando Forza Italia si costituì tirò dentro di tutto, da chi aveva posizioni socialiste e riformiste a chi era un cattolico supermoderato, fu un catalizzatore”. Un modo assai maldestro, insomma, per preparare il terreno ai nuovi ingressi degli azzurri pronti a mettersi la camicia renziana.