Renzi vuole usare l’aereo? Lo faccia pure, ma per andare a prendere i Marò

Niente tennis, l’aereo i Marò. Sarà pure antipatico a molti, a volte sopra le righe e volutamente provocatorio, ma stavolta chi può affermare che la battuta di Roberto Calderoli non sia simpatica e che non colga nel segno? «Ora che si sa per certo che non furono le munizioni dei nostri marò, come testimoniato dall’autopsia, ad uccidere i poveri pescatori indiani, Renzi non avrebbe dovuto usare l’aereo di stato per andare a riprendersi il nostro Marò ancora in India e riportarlo a casa al posto che andare a vedere una partita di tennis? Sono cose che non capisco e che tutto il paese non capisce e non può accettare». È quanto leggiamo sul profilo  Facebook del vicepresidente del Senato.

Su Renzi, l’aereo e i Marò, la rete dà ragione a Calderoli

Che Calderoli abbia colto nel segno sulla megalomania del premier presenzialista ovunque, tranne che nei luoghi e nelle situazioni sensibili per tanti italiani è dimostrato dai commenti, dalle condivisioni  e dalle migliaia di  “like” che in poche ore si è aggiudicato il suo post. I commenti – e non solo dei suoi espimatori politici- va appunto nella direzione che Calderoli stigmatizza: Renzi si tiene sempre lontano dagli scenari scomodi e che possono mettere in luce l’incapacità del governo. E anche ora che l’autopsia sui pescatori scagiona i marò Latorre e Girone, Renzi dice una parola. “Dei marò non gliene frega nulla”, sono i commenti più frequeti al post di Calderoli.

Prima riportiamo i Marò in Italia

Intanto sulla questione marò interviene il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini in un’intervista a Qn a ribadire che «durante la visita in India delle Commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato abbiamo ribadito che altri capitoli saranno aperti dopo il rientro dei marò sul territorio italiano». Se si dovrà quindi istituire una commissione parlamentare d’inchiesta come suggerisce l’ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi?, gli chiedono: « Sono stato il primo a proporla, precisando che prima i militari debbono essere riportati in Italia».