Renzi intrappolato nella palude del Senato. «Prepara le urne», assicura Berlusconi

«Bisogna ormai prepararsi perchè Renzi vuole andare a votare». Silvio Berlusconi non sembra avere più dubbi e dopo aver ascoltato il premier che ribadiva a Porta a Porta la decisione di togliere le tasse sulla prima casa, ne ha avuto un’ulteriore conferma: ha aperto la campagna elettorale – è stato il ragionamento – usando tra l’altro nostri argomenti. Questo a dimostrare che le politiche del mio governo andavano nella direzione giusta. Ecco perchè l’ex premier appare sempre più convinto che anche se il segretario del Pd incassi il via libera del Senato alle riforme, la strada delle urne sia già segnata: conviene anche a lui votare con il Consultellum e per noi sarebbe l’ideale, è lo scenario ipotizzato dal Cavaliere. Già perchè gli ultimi sondaggi commissionati mostrano un risultato poco rassicurante: Forza Italia sempre ferma al 12%, la Lega che non riesce ad andare oltre il 16%. Percentuali poco rassicuranti nel caso si votasse con l’Italicum. Il dato però che ad Arcore hanno tenuto sotto osservazione non riguarda tanto il centrodestra attuale ma le possibili novità, una su tutte, l’ingresso sulla scena di Diego della Valle. Il patron di Tod’s si prepara tra fine ottobre-primi di novembre a debuttare con la sua fondazione “noi italiani”, nulla a che fare con la politica – ci tiene a precisare il diretto interessato – ma a sentire diversi uomini dentro Forza Italia, l’arrivo di Della Valle potrebbe portare a nuovi scenari. Berlusconi dunque resta alla finestra in attesa di capire cosa accade ed è anche per questo che, nonostante le richieste di qualche fedelissimo, l’ex capo del governo non ha voluto disdire il viaggio in Russia.

Renzi, il Senato e il calo di voti

Che Renzi sia in ansia, dopo aver visto gli ultimi sondaggi che danno il Pd in netto calo, è emerso anche ieri sera. Dopo quasi tre ore di discussione, è terminata l’assemblea dei senatori Pd con Matteo Renzi. Il premier ha scelto di non replicare agli interventi degli esponenti di maggioranza e minoranza e ha lasciato agli atti la rinnovata apertura al dialogo con la sinistra Dem, con la quale ha iniziato l’incontro. Numerosi senatori della maggioranza Pd avrebbero ribadito, nel corso del dibattito, la necessità di andare avanti e non modificare l’articolo 2 della riforma, come affermato dallo stesso Renzi. Ma per i senatori della minoranza resta quello il nodo da sciogliere per poter trovare un’intesa. Dunque sul punto le posizioni restano immutate e distanti. Ora toccherà ai deputati e senatori delle commissioni competenti di Camera e Senato, spiegano i renziani, provare a sedersi a un tavolo, come proposto da Renzi.