Renzi fa il piazzista e rispolvera gli 80 euro. Ma gli italiani non sono fessi

Un piazzista da fare invidia a Vanna Marchi. Tornato dagli Usa, dopo aver presenziato ai funerali di Pietro Ingrao, Matteo Renzi si leva la maschera e indossa  i panni che preferisce: quelli del rottamatore populista. «Stiamo studiando con il ministro Padoan una misura per far figurare che gli 80 euro non risultino come un sussidio, ma come una riduzione fiscale». Con queste poche parole, pronunciate a Montecitorio, il premier torna sui suoi passi sperando che gli italiani abbiano dimenticato la vicenda degli 80 euro (per molti ridotti a un’elemosina) propinata proprio alla vigilia della campagna elettorale. «Stiamo studiando…». Una frase a effetto buttata là in mezzo a un coro di false promesse, sorrisetti,  capriole e giravolte. Chi non ricorda il giallo del famoso bonus elargito da Renzi ai lavoratori dipendenti con reddito inferiore ai 1500 euro? Un’autentica sòla, direbbero a Roma, una partita di giro che è costata di tasse agli italiani più di quanto abbiano ricevuto in busta paga. Per non parlare dello show sulla restituzione ai pensionati di una piccola parte della quota che gli spettava.

Renzi recupera gli 80 euro

Rispondendo in Aula alle interrogazioni parlamentari a Renzi non sembra vero di poter dribblare sugli impegni presi e tessere le lodi dell’esecutivo, delle epiche conquiste di fronte all’Europa con qualche ironica digressione contro i gufi, le Cassandre “che remano contro” il salvatore della patria. «Mi fa piacere parlare di rondini e non di altri uccelli che talvolta abbiamo evocato in modo anche troppo ampio da parte mia. Non sporcherò questa assise», ha scherzato Renzi. Dopo aver recuperato dal cassetto i famigerati 80 euro, senza entrare nel merito della presunta riduzione fiscale, il buon Matteo passa a un’altra bufala: la tassazione sulla prima casa. «Dopo 20 anni di balletto a cui ha contribuito anche la politica,  “’tolgo, rimetto, rimetto solo per alcuni” – dice Renzi trionfante – ora si elimina la tassa sulla prima casa per tutti e per sempre. L’Ue faccia ciò che deve fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare noi». Appunto.