Renzi contro i talk show, Freccero : «L’avesse detto il Cavaliere…»

Carlo Freccero probabilmente rimpiange Silvio Berlusconi. E certamente non le manda a dire a Matteo Renzi. Anzi, oramai non perde occasione per pungere il premier. E così, dopo l’affondo di quest’ultimo contro i talk show durante la direzione piddina, il neo consigliere d’amministrazione della Rai ha spiegato a Repubblica le sue intenzioni: «Se per caso il direttore generale o la presidente decidessero di prendere provvedimenti contro Massimo Giannini o Riccardo Iacona sarei costretto a parlare con il Movimento 5 Stelle e con Sel e a rimettere il mandato. In quel caso, bisognerebbe organizzare un’opposizione durissima, fuori dal consiglio di amministrazione».

Freccero sull’“editto bulgaro” di Renzi

Freccero si riferisce all’eventualità «che la direzione generale possa decidere di seguire la poetica di Renzi su come dev’essere la Rai, una televisione pubblica che non può fare critica al potere, non può dare la parola alle minoranze, non può raccontare situazioni di cinesizzazione del lavoro in Italia come ha fatto Iacona con l’ultimo Presadiretta». Anche se chiarisce di non avere sentori di decisioni di questo tipo. «Le cose che ha detto sui talk può dirle dentro palazzo Chigi, fuori no. Se l’avesse mai dette Berlusconi sarebbe successo di tutto. Renzi sta portando a termine il suo programma», afferma Freccero: «Sta facendo le leggi che voleva Berlusconi e ora anche l’editto bulgaro». «Se dire che Rambo è meglio di due talk è stata un’intemperanza, andiamo avanti. Ma – conclude – se è un mandato affinché queste idee vengano realizzate bisogna abbandonare il consiglio di amministrazione e passare ad altre forme di opposizione a questi editti. Solo il vero erede di Berlusconi poteva dire questo». Insomma, nonostante il paragone volutamente forzato col Cavaliere, Carlo Freccero mostra di comprendere bene il tentativo di Renzi di piegare a suo uso e consumo l’informazione: ovvero, una sola voce per un solo padrone. Altro che Berlusconi. Il quale, al confronto, svetta come paldino di pluralismo e di democrazia.