La Rai esagera: sette inviati per seguire il premier all’Onu. E i tagli?

Rai sprecona e indifferente al dovere di fare economia. A dare fuoco alle polveri della polemica è stato Il Fatto: per seguire Matteo Renzi all’Onu la Rai manderà cinque inviati con operatori al seguito, uno per ognuna delle seguenti testate: Tg1, Tg2, Tg3, Rainews e Giornaleradio. E si consideri che in loco ci sono già due inviate: Tiziana Ferrario e Giovanna Botteri. In tutto sono insomma sette giornalisti. Non saranno un po’ troppi? L’azienda ci ricasca dopo le polemiche che seguirono il g20 del 2014 in Australia: anche in quel caso ben cinque inviati. Ma la Rai non doveva risparmiare, non doveva anch’essa sottoporsi alla necessaria spending review che è l’obiettivo di ministeri e pubblica amministrazione? Pare essere passata del tutto inosservata la promessa della nuova presidente Rai Monica Maggioni secondo cui era ora di finirla con le news prodotte in maniera non coordinata da strutture che si fanno concorrenza all’interno della stessa Rai. Maggioni sosteneve il progetto di accorpare le news in un’unica testata: che fine ha fatto quell’idea? Intanto da Viale Mazzini si difendono osservando che all’Onu non ci sarà solo Renzi, ma anche Obama e anche Putin. Tutti personaggi di primissimo piano che necessitano di una copertura “eccezionale”. Già, ma anche per papa Francesco l’abitudine di inviare un vaticanista per testata è rimasta inalterata. Altro che tagli di spesa, si indigna Maurizio Gasparri su twitter: basta – afferma – con la “politica Dallas” della Rai.