Primo giorno di scuola, un sindaco regala tricolori e nastri dei marò

Iniziativa “controcorrente” a Riva Ligure, in provincia di Imperia, per il primo giorno di scuola: il sindaco Giorgio Giuffra ha regalato a tutti i bambini delle elementari un tricolore, matite bianche rosse e verdi e un nastro giallo per ricordare la vicenda dei marò. «A tutti piccoli studenti che oggi sono diventati cittadini attivi abbiamo voluto subito ben imprimere i valori della nostra nazione. In particolare, abbiamo voluto regalare un tricolore e una matita con su disegnati i colori della bandiera italiana», ha spiegato il primo cittadino, di estrazione azzurra, ma eletto con una lista civica che ha riunito tutti i moderati di questa cittadina di tremila abitanti. «Il nastrino giallo? È il colore del battaglione dei nostri marò, a testimonianza – chiarisce il sindaco – di una ferita ancora aperta per l’Italia».

Sindaco, questi sono tempi in cui nelle scuole italiane per lo più si prendono iniziative che tendono ad annullare la nostra identità, dalla rimozione dei crocifissi ai menù etnici. Come nasce questa sua iniziativa così “politicamente scorretta”?

Politicamente scorretta… per noi è semplicemente un gesto simbolico. Riteniamo sia molto importante sensibilizzare le nuove generazioni sull’appartenenza alla comunità nazionale e anche su una ferita aperta come quella dei marò.

Non c’è stato nessuno che ha polemizzato, magari bollando questo gesto come una iniziativa politica?

No, a Riva distribuiamo tricolori nelle scuole da dieci anni, è il nostro modo di accogliere i bambini nel loro primo giorno di scuola, in cui a tutti gli effetti diventano cittadini attivi. L’Italia, il tricolore sono fra i valori portanti della nostra amministrazione, d’altra parte i sindaci indossano la fascia tricolore. Quanto alla solidarietà ai marò, chi si ritrova nei valori della nazione non può che ritrovarsi anche nella solidarietà ai nostri fucilieri di marina.

Non teme che, con tutta questa insistenza sui simboli della nazione e quindi dell’identità nazionale, qualcuno possa dirle che discrimina i bambini non italiani?

Ma ci mancherebbe anche. È giusto avere sensibilità per tutti, ma certamente non significa che dobbiamo vergognarci di essere italiani. I simboli identitari, l’idea di nazione e di appartenenza alla comunità nazionale fanno parte della mia cultura e credo che non vadano in alcun modo nascosti, che in nessun modo possano urtare la sensibilità altrui. Anzi, vanno valorizzati il più possibile e quale miglior momento del primo giorno di scuola per presentarli?

Quanto conta il ruolo delle istituzioni per la diffusione di questi valori?

Per me conta moltissimo, le istituzioni devono avere un ruolo attivo, anche per corrispondere al dettato costituzionale. È nostro dovere di amministratori stimolare la comunità con uno spirito di coesione, sui valori della patria e della nazione. Per quanto mi riguarda, poi, come sindaco di Riva, per me significa anche andare incontro alla sensibilità dei miei concittadini. Proprio ieri abbiamo avuto la festa degli alpini, un altro storico baluardo dell’Italia. Anche se la giornata è stata un po’ sfortunata per via del maltempo, c’è stata grande partecipazione, con bandierine tricolore ovunque e grande spirito di appartenenza. Essere italiani è bello, dobbiamo esserne orgogliosi.