Parroco smentisce le malelingue durante la messa: «Non sono padre»

Il parroco sceglie l’omelia per smentire le malelingue. “Non sono il padre di quel bambino, so con certezza chi mi calunnia e ho già incaricato i miei legali di difendere lui, la sua famiglia e anche i miei diritti come parroco”. Lo ha detto ai fedeli, in occasione della Messa mattutina di domenica scorsa, don Luciano Venturi, il parroco 50enne di Monteobizzo di Pavullo, sull’Appennino modenese, denunciando davanti alla sua comunità di essere al centro di voci che lo vorrebbero avere una relazione con una donna sposata del paese, madre di tre figli di cui uno nato da pochi mesi, quello che le ‘malelingue’ vorrebbero concepito proprio insieme al parroco. Lo riporta la stampa locale. Il sacerdote ha letto ai parrocchiani una lettera dopo aver fatto ingresso in chiesa con l’intera famiglia della donna con cui, stando alle insinuazioni, si è detto avesse una relazione e anche assieme ai suoi anziani genitori. “Sono colpiti da questa vicenda innanzitutto dei bambini – ha detto don Venturi al microfono del leggio – non siamo rabbiosi ma vogliamo difendere la verità senza sorvolare sulla gravità di quanto è accaduto”. Ad alimentare il chiacchiericcio, da un anno a questa parte, sarebbero stati secondo il religioso parrocchiani dei cori, del gruppo ‘Charitas’, dei gruppi famiglia e quelli che prestano la loro opera nelle cucine: tutte queste attività sono state quindi sospese da don Venturi. “D’ora in poi, sull’altare ci sarò solo io, nessuno dietro e nessuno in sacrestia – ha detto il parroco ai fedeli -. Tutti davanti, alla stessa maniera, di fronte al Signore che ci guarda dritto negli occhi”. Il sacerdote ha ribadito domenica anche di non avere alcuna intenzione di abbandonare il proprio incarico. Nel suo sfogo ha anche citato le parole di Gesù: “Sarebbe meglio, per chi fa del male a un piccolo, che non fosse mai nato o che gli fosse legata al collo una macina e fosse gettato in fondo al mare”. La Curia di Modena, per il momento, non ha voluto commentare quanto accaduto a Monteobizzo mentre in paese è pressoché unanime il sostegno al sacerdote che ha voluto denunciare davanti a tutti una situazione da lui ritenuta non più sostenibile.