Il Papa cambia il processo per l’annullamento dei matrimoni

Il Papa, con due lettere “motu proprio” che verranno rese note domani, ha riformato il processo canonico per quanto riguarda le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, sia nel codice di diritto canonico che nel codice dei canoni delle Chiese orientali. I testi verranno presentati in una conferenza stampa in Vaticano da 6 ecclesiastici, il primo dei quali è il decano della Rota romana e presidente della Commissione speciale per la riforma del processo matrimoniale canonico, mons. Pio Vito Pinto. In diversi interventi, tra cui lo scorso gennaio nell’udienza ai partecipanti a un convegno di esperti di diritto canonico, papa Francesco aveva indicato la propria intenzione di rendere più snelli e agevoli i percorsi per chi chiede l’annullamento del proprio matrimonio e aveva annunciato possibili “interventi legislativi” per velocizzare le cause di nullità.

Per il Papa la scelta tra tre ipotesi di lavoro

La riforma terrà probabilmente conto delle tre ipotesi di lavoro emerse nel sinodo dei vescovi sulla famiglia dello scorso autunno: eliminare la necessità della sentenza conforme in sede di appello; istituire giudizi non collegiali ma monocratici; definire una linea “amministrativa”, complementare a quella giudiziale, che affidi al vescovo diocesano la potestà di dichiarare nullo il matrimonio. Le due lettere “motu proprio” di papa Francesco si intitolano “Mitis Iudex Dominus Iesus”, quella riguardante il codice di diritto canonico, e “Mitis et misericors Iesus”, quella riguardante il codice dei canoni delle Chiese orientali, e trattano della “riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio”. Gli esperti incaricati di presentare i due importanti documenti papali, oltre a mons. Pinto, fanno tutti parte della Commissione speciale di riforma del processo canonico.