Operaio in mobilità uccide due dirigenti. E dalla Cgil solo una flebile “condanna”

È vero, la crisi economica è dura. Ed è altrettanto vero che la disperazione di ritrovarsi senza lavoro può indurre a gesti folli. Ma di fronte al crimine non ci sono giustificazioni che tengono.  Accade invece che  la Cgil non senta il dovere di condannare l’omicidio vicino Palermo di due dirigenti d’azienda da parte di un operaio in mobilità. L’uomo, un quarantanovenne, è entrato nell’ufficio della cava Giardinello, a Trabia sparando all’impazzata e colpendo a morte il consulente per la sicurezza, Gianluca Grimaldi di 39 anni, e il direttore del cantiere Giovanni Sorci di 56 anni.  Ecco la sconcertante dichiarazione del segretario della Fillea Cgil di Palermo Francesco Piastra a commento del tragico episodio.: “Era un lavoratore in mobilità da un anno e mezzo e nulla, secondo quanto ci riferisce chi lo conosceva nell’ambiente di lavoro, lasciava presagire un gesto del genere. Il dato preoccupante che emerge è l’incertezza crescente nella prospettiva di molti lavoratori disoccupati che, una volta licenziati e in mobilità, non riescono a trovare un nuova occupazione”.  ”La ricerca di un nuovo posto è motivo di angoscia – aggiunge il dirigente Cgil – perché trovare occupazione con la crisi drammatica che attraversa il settore dell’edilizia a Palermo è molto difficile. Si tratta di un gesto folle, sconsiderato. Ma la realtà che si cela dietro questo gesto è che molti lavoratori che conoscono la disoccupazione non intravedono una possibilità di una nuova prospettiva e l’ammortizzatore sociale è un sostegno basso rispetto al reddito. Il tutto è amplificato dalla crisi che nell’edilizia ha numeri drammatici: il 50% dei lavoratori edili è stato licenziato in questi anni. E anche le fabbriche connesse all’edilizia hanno subito forti ridimensionamenti”. “Gesto folle, sconsiderato”: è il massimo che la Cgil di Palermo sente di dover dire per condannare l’omicidio di due padri di famiglia sul posto di lavoro. Non una parola di rammarico, di solidarietà per le vittime e i loro familiari. Non la la demarcazione netta e intransigente (come il caso richiederebbe) tra rivendicazione e violenza criminale. Speriamo che rimanga un episodio isolato. In caso contrario ci sarebbe veramente da essere preoccupati…