La nuova mission del compañero Fidel: dalla revolution al marchetton

Fidel Castro e la sua tuta Adidas. Ovvero, da compañero de la rivolution a compañero del marchetton il passo è breve. Basta appunto essere Fidel. Nel senso di fedele a se stesso, alla propria natura. Se poi c’aggiungi gli studi dai gesuiti, capisci che tutto si tiene. Perchè Fidel, anche in quest’ultima occasione, anche incontrando Bergoglio, non s’è fatto scrupolo di farsi immortalare con una tuta Adidas. Il marchio sportivo che lo accompagna in ogni sua pubblica apparizione fin dai tempi del primo ricovero all’ospedale di L’Avana. Insomma, possiamo dire che Fidel Castro è un uomo Adidas. L’ottuagenario nemico giurato degli yankees, il castigacapitalisti tutto-d’un-pezzo, un tempo fanatico della disciplina militare, adesso pare apprezzi solo l’abbigliamento sportivo tedesco. La prima volta fu nel 2006. Mentre si ristabiliva dai postumi di una operazione, Fidel mise da parte quel camicione dei pazienti d’ospedale e decise di mostrare la sua buona salute indossando una tuta sportiva. Una tuta rossa, bianca e blu con il logo “Adidas”. Che è tedesca di nascita e di fatturato. Non certo l’americana “Nike”, che sarebbe stata pressappoco un’ingiuria, ma neppure la teutonica cugina “Puma“. Adidas e soltanto Adidas. Come comunismo e soltanto comunismo. La nuova mission del compañero presidente. Che lei, l’Adidas, ha sempre ringraziato deferente. Anche fornendo alla nazionale cubana di ogni disciplina il set completo e necessario dei suoi prodotti. Ovviamente gratuito. Ecco perciò il motivo. Ecco che il marchettone internazionale è servito. Fidel Castro come un David Beckham qualsiasi. Via l’immagine del duro rivoluzionario. Ecco il vecchio leader sorridente e disponibile. Per la ennesima photo opportunity. Anche per quella con questo Papa reduce da piazza della Revolution dove era stato scrutato da quell’enorme effige di Che Guevara. Perchè alla prossima occasione, magari quando a Cuba verrà Barack Obama, Castro potrà pensare di fargli un ultimo innocente dispettuccio. Farlo sovrastare non solo dall’effige stilizzata e un po’ vecchiotta del “Che“. Ma anche dal logo gigante della “crucca” Adidas. Sai le risate. Risate e revolution, compañeros.