La Nirenstein ambasciatrice a Roma? Uno schiaffo di Netanyahu a Renzi

Suscita dibattito anche in Israele la designazione da parte dal governo di Tel Aviv di Fiamma Nirenstein come ambasciatrice in Italia dal 2016. A sollevare dubbi è il politologo ed ex direttore del ministero degli esteri israeliano, Shlomo Avinery, che sul popolare quotidiano Haaretz avverte sui rischi connessi alla nomina.

Il «colpo severo» di Netanyahu a Renzi

Un problema, per Avinery, è di carattere politico: la Nirenstein fu parlamentare eletta nelle file del centrodestra e la conferma della sua nomina si connoterebbe come uno sgarbo ai limiti dello schiaffo nei confronti dell’attuale governo. Per Avinery, infatti, l’indicazione come ambasciatrice di una figura politica legata a Silvio Berlusconi, avanzata dal premier Benyamin Netanyahu, appare come un «colpo severo» inferto all’esecutivo di Matteo Renzi, «che pure – secondo il politologo – è molto amichevole verso Israele».

Nirenstein al servizio di quali interessi?

Ma Avinery ne fa soprattutto una questione di interessi nazionali israeliani, sostenendo che una Nirenstein ambasciatrice a Roma «danneggerà Israele e l’idea sionista». Il punto sta tutto in quella sovrapposizione di piani che non è passata inosservata anche in Italia, dove alcuni osservatori si sono chiesti se si potesse trovare coerenza tra il pregresso impegno della Nirestein come parlamentare italiana, e quindi al servizio della nostra Repubblica, e il suo futuro da ambasciatrice di Tel Aviv, quindi al servizio di Israele. Un tema che va anche al di là della storica amicizia tra i due Paesi. Secondo Avinery, infatti, l’indicazione di Nirenstein da parte di Netanyahu «confonde il confine fra identità ebraica e israeliana, fra Israele e diaspora, ed espone la comunità ebraica locale alle accuse di doppia lealtà». Per questo, secondo il politologo ed ex direttore del ministero degli esteri, Nirenstein potrebbe essere una buona ambasciatrice di Israele «in Paesi diversi, in Kazakistan come in Argentina, ma non in Italia».