Ncd in rivolta, no all’alleanza con Renzi. E Schifani dà l’altolà ad Alfano

Angelino Alfano non può aspettare ancora, una risposta definitiva deve darla, il partito è già in linquidazione e continua l’emorragia. È un addio dopo l’altro, Ncd in rivolta perché le voci sulla possibile alleanza alle politiche con Renzi sono per molti il punto di non ritorno. Dopo le stangate di Nunzia De Girolamo, che ha aperto il fuoco, arriva anche l’altolà di Renato Schifani: «Quando ho fondato assieme ad altri il mio partito, interrompendo con dolore il rapporto con Silvio Berlusconi, è stato per due motivi: garantire la governabilità al Paese e realizzare le riforme utili all’Italia, attuando punti programmatici di centrodestra in un governo di emergenza, per poi tornare nell’area dalla quale provenivamo. Era un’alleanza tattica, non strategica e politica», ha affermato in un’intervista al Corriere della Sera.

 Ncd in rivolta e Schifani dice no alla sinistra

In tanti hanno abbandonato l’Ncd, dai militanti ai vertici locali. Persino i gruppi di sostegno ad Alfano su Facebook sono stati cancellati, ne resta solo qualcuno, con pochissimi iscritti. «Io stimo Renzi – ha aggiunto Schifani – ma siamo nati per raccogliere il consenso degli elettori moderati alternativi alla sinistra ma che non trovano rappresentanza nell’attuale centrodestra. Se dovessimo cambiare strada andremo a rafforzare quello che è stato il nostro avversario alle elezioni, tradendo il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato. E se anche qualcuno volesse farlo, magari partendo dalle alleanze per le amministrative, bisognerà chiederlo ai nostri organismi statutari, non a una direzione nazionale».

 Il rapporto con Salvini e il precedente di Bossi

«Se il coordinatore regionale della Campania sostiene che non ci si può alleare con il centrodestra a Napoli perché c’è Salvini, mentre a Milano dove Salvini conta davvero è possibile farlo, un problema c’è – ha precisato Schifani – La politica delle scelte a macchia di leopardo fa parte di un passato che non può appartenere ad un partito moderno come il nostro». Il problema Salvini però «esiste», il leader della Lega «per ora cavalca una sorta di estremismo di opposizione, sicuramente eccessivo. Ma non dimentico che anche Bossi evocava la secessione e i fucili, e poi governava responsabilmente con noi. Conoscendo Alfano, so bene che le voci su seggi sicuri assegnati, contrattazioni personali e numeri fissati sono invenzioni. Non è uomo che farebbe questo genere di patti».