Ncd, Alfano sempre più all’angolo: i vertici chiedono l’Assemblea

Il Nuovo Centrodestra è sempre più nella bufera. Dopo le “stangate” di Nunzia De Girolamo, dopo le continue emorragie dal partito, Angelino Alfano qualche risposta dovrà pur darla. Nell’attesa di un segnale che non arrica e che fa arrabbiare la base del Ncd, tocca ora a Renato Schifani, capogruppo Ncd al Senato,  dai microfoni di Radio Anch’io dare ulteriori strigliate al segretario: «Il Ncd è nato con la missione di salvare il Paese dalla crisi con un centrodestra che non sia quello di Salvini. Ora occorre una assemblea straordinaria per capire se qualcosa è cambiato». «Serve un momento congressuale per verificare se la missione è ancora quella. Si deciderà democraticamente».

Ncd, Schifani: ci vuole un congresso

Il Ncd è in rivolta e le voci sulla possibile alleanza alle politiche con Renzi sono state per molti il punto di non ritorno. Renato Schifani, uomo di punta del partito, già pochi giorni fa aveva dato l’altolà: «Quando ho fondato assieme ad altri il mio partito, interrompendo con dolore il rapporto con Silvio Berlusconi, è stato per due motivi: garantire la governabilità al Paese e realizzare le riforme utili all’Italia, attuando punti programmatici di centrodestra in un governo di emergenza, per poi tornare nell’area dalla quale provenivamo. Era un’alleanza tattica, non strategica e politica», aveva affermato in un’intervista al Corriere della Sera. Ma Angelino non si pronuncia, non decide.

L’annuncio dato a fine agosto da Fabrizio Cicchitto, esponente di punta di Ap-Ncd, ha determinato una spaccatura totale all’interno del Ncd. Se per lui  la scelta di campo è dichiaramente a sinistra, agli antipodi di Berlusconi, Meloni e Salvini, allora il momento congressuale per verificare il posizionamento del partito si impone in maniera drammatica. L’ex fedelissimo di Berlusconi ha fatto chiaramente intendere come per il Ncd sia impossibile un ritorno in un centrodestra a trazione Salvini. Ma la base del Ncd non la pensa come lui e vorrebbe continuare a riconoscersi in un partito fortemente radicato nell’area di centrodestra e che non sia la stampella di Renzi e del Pd. Persino un “colomba” come Quagliariello lascia sempre più intendere che il sostegno a Renzi debba essere a termine e a condizione. E la De Girolamo non fa mistro di essere fortemente tentata da un ritorno in Forza italia