Il museo del Ventennio si farà grazie a un sindaco “fasciocomunista”

Era solo un’idea, un progetto, una chiacchiera. Ora invece quella missione prende corpo e concretezza: il museo del fascismo a Predappio sta diventando realtà, almeno a sentire il sindaco Giorgio Frassineti, che è del Pd ma è anche renziano e da sei anni coltiva questo suo sogno rivoluzionario. Ora, dice al Foglio il sindaco Frassineti, il Comune sta per diventare, questione di giorni, proprietario del palazzo del Fascio e lì, in uno spazio di 2700 metri quadri, sarà allestito il museo. Sul nome, però, il sindaco appare incerto: lo decideremo in seguito. E già: si chiamerà museo del Fascismo e o più pudicamente museo del Ventennio?

Un museo necessario per raccontare ciò che è stato rimosso

Frassineti è talmente entusiasta della sua idea che racconta di avere avuto anche il consenso di Renzi: “Era lo scorso 16 maggio. Gli raccontai la mia idea e lui mi disse delle parole per me definitive: bravo, vai avanti”. E previene le polemiche, che non mancheranno di sicuro: “Voglio questo museo per la stessa ragione per cui in Germania si trova il museo della Shoah: la storia, per comprenderla, la devi guardare negli occhi, anche se può fare male. Mi dicono: fermo, così celebri, non racconti, così trasformi Predappio nella Mecca dei fascisti italiani. Stronzate. Una buona politica, quando ha in mente un obiettivo, ha il dovere morale di rischiare”.L’operazione che il sindaco di Predappio vuole fare si chiama “storia, non revisionismo”. Il “suo” museo avrà il compito non facile di scardinare decenni e decenni di rimozioni e demonizzazioni. Non è possibile, secondo il sindaco, “continuare a far finta che quegli anni non hanno cambiato l’Italia in un modo che forse vale la pena di raccontare”. Non è possibile, in definitiva, che per spiegare quello che è successo in quei vent’anni sia sufficiente “qualche foto di Mussolini appeso a testa in giù”.

Il museo servirà anche per i numerosi visitatori di Predappio

C’è fervore storiografico in questa iniziativa ma il sindaco si è fatto anche due conti, e i numeri dicono che a Predappio l’afflusso di visitatori è in continua crescita: gli arrivi dei turisti italiani sono cresciuti del 212%, passando dai 368 del 2014 ai 1151 del 2015, mentre le presenze sono aumentate quasi del 120%, salendo da 912 a 2006. A 3 zeri, invece, l’aumento di oltre il 1000% degli stranieri, che sono passati dai 34 arrivi dello scorso anno ai 383 dell’anno in corso, di cui 142 solo a luglio.Il museo del fascismo, dunque,sarà il fiore all’occhiello di questo specialissimo tour romagnolo.