Milano come il Bronx: scatta la retata contro le gang di “latinos”

Come nei film americani, tra Bronx e scorribande notturne a Central Park, anche Milano fa i conti con le gang di “latinos”, per intenderci quei personaggetti che qualche settimane fa si resero protagonisti dell’amputazione di un braccio a un controllore di un treno che gli aveva chiesto il  biglietto. Oggi è scattata una maxioperazione della Polizia di Stato nei confronti di 14 presunti membri della banda salvadoregna “Barrio 18“. Decine di uomini della squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di salvadoregni accusati a vario titolo di associazione per delinquere, tentato omicidio, rapina aggravata, spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, lesioni personali aggravate e detenzione e porto di armi da sparo e da taglio.

I riti di affiliazione delle gang

Tra le caratteristiche della banda ci sono una rigida gerarchia con un codice di obbedienza applicato con la violenza, un rito di affiliazione costituito da un pestaggio di gruppo, spedizioni punitive con coltelli, machete e pistole, tatuaggi per riconoscersi, graffiti per marcare il territorio, una cassa comune per le esigenze della banda e dei complici detenuti alimentata dallo spaccio di droga e da reati contro il patrimonio. Nel corso dell’indagine della squadra mobile milanese, coordinata dal pm Enrico Pavone, mentre l’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Paolo Guidi, sono stati sequestrati coltelli, pistole e machete. È stato inoltre sventato il tentato omicidio di un esponente di una banda rivale, poi coinvolto nei fatti dell’11 giugno 2015 alla stazione ferroviaria “Villapizzone”, quando un gruppo di affiliati alla pandilla della Ms13 ha quasi amputato il braccio con un machete a un capotreno che gli aveva chiesto il biglietto del treno (nella foto, la scena del’agguato).