Meno tasse e sgravi per le assunzioni al Sud, ma l’Europa frena Renzi

Sgravi e bonus occupati: ecco fl piano per il Sud Sconti 1res e credito d’imposta per chi assume i Con la clausola di flessibilità Uè per gli investimenti si potrebbero sbloccare fino a 3 miliardi da destinare al rilancio del Mezzogiorno con la realizzazione di opere immediatamente cantierabili e progetti già pronti. È l’obiettivo del governo, che sta definendo il piano per il Sud per presentarlo ufficialmente a ottobre con la legge di stabilità. Previsti anche una serie di incentivi fiscali per lo sviluppo delle imprese: non solo un taglio già dal 2016 dell’aliquota Ires per il solo Mezzogiorno ma anche – si legge su “Il Sole 24 ore” – un pacchetto mirato sul lavoro al Sud con un credito d’imposta per chi assume, una riduzione dei contributi sociali e un bonus per sostenere gli investimenti e le operazionie di fusione e acquisizione.

Pronto il progetto del governo: con la flessibilità sbloccati 3 miliardi di investimenti

Con la clausola di flessibilità Ue per gli investimenti si potrebbero sbloccare fino a 3 miliardi da destinare esclusivamente al rilancio del Mezzogiorno con la realizzazione di opere immediatamente cantierabili e progetti già pronti. Non solo. Nel piano per il Sud che il governo sta definendo m questi giorni per presentarlo ufficialmente ilprossimoi5 ottobre con la legge di stabilità, ci sarà anche un pacchetto mirato di incentivi fiscali per sostenere lo sviluppo delle imprese che creano nuova occupazione e vogliono crescere sul mercato.

Ppacchetto mirato sul lavoro al Sud con un credito d’imposta per chi assume

L’idea di fondo del Governo, resa nota ieri dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel corso di un’intervista a Skytg24, è che «sul Sud non servono riforme eccezionali ma l’implementazione puntuale delle riforme esistenti, su istruzione, salute, giustizia e lavoro». Da accompagnare con interventi sulle infrastrutture. E una delle leve per rilanciare gli investimenti al Sud individuata nel piano del Governo è proprio il rilancio di un programma di opere da realizzare a partire da quelle immediatamente cantierabili nei comuni e dai progetti già definiti a carattere interregionale. Per centrare l’obiettivo il Governo dovrà invocare la clausola per gli investimenti con la legge di stabilità 2016 per poter escludere dal calcolo del deficit strutturale del cofinanziamento nazionale gli investimenti finanziati con fondi europei. Per incassare la clausola, non certo concessa in automatico da Bruxelles, si dovrà accelerare sugli investimenti al Sud utilizzando i fondi del nuovo ciclo di programmazione europea 2014-2020 e soprattutto arrivando in tempi rapidi alla piena operatività dell’agenzia per la coesione.