Uccide la moglie italiana a coltellate: arrestato un marocchino

Un quarantenne marocchino, Rahhal Fantasse, ha ucciso a coltellate la moglie, Anna Carlucci, un’italiana di 47 anni. Ancora una volta una tragedia familiare, conseguenza estrema di chissà quanti altri episodi di violenza domestica, arriva a sconvolgere quella che un tempo era la tranquilla provincia italiana del nord e, ancora una volta, non può non raccontare, inevitabilmente, una storia di mancata integrazionee di frustrazione sociale.

Marocchino uccide la moglie italiana

Sono state le urla disperate della vittima, provenienti dall’appartamento abitato dalla coppia in via Novello, ad Asti, a indurre una vicina di casa a dare l’allarme ai carabinieri che, una volta arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna e arrestare l’assassino marocchino, trasferito immediatamente in caserma, dove neppure i primi interrogativi rivolti all’uomo sono riusuciti a chiarire i motivi dell’aggressione mortale. La donna è morta davanti al padre il quale, disperato, non è riuscito ad arginare la furia omicida del genero marocchino, che lo ha pure ferito ad una mano con una coltellata sferrata per fermare l’anziano genitore intervenuto in difesa della donna. La quale, si apprende, lavorava come domestica e badante, mentre il marito era disoccupato. E, come ad alimentare uno stanco rituale, anche in questo caso le voci dei vicini convergono su un unico commento condiviso: «Era una famiglia tranquilla, non li ho mai sentiti litigare»…

Marocchino uccide la consorte: i precedenti

Un fenomeno in crescita esponenziale, quello dell’uxoricidio, dove sempre più spesso il marito omicida è uno straniero. E allora, come non ricordare il caso del marocchino Tarik Es Sabry che a Catania ha ucciso a coltellate la moglie italiana, Monica Timore e poi, preso dai sensi di colpa, si è impiccato. E ancora: come dimenticare quanto accaduto a Pordenone, dove un altro uomo di origine marocchina, prima ha ucciso con l’accetta la moglie, poi si è precipitato nella stanza dove dormiva la figlioletta di sette anni, e ha ucciso anche lei, tagliandole la gola. In entrambe i casi, quando le forze dell’ordine sono arrivate a sirene spiegate sul luogo del delitto, di fronte a loro hanno trovato l’orrore della mattanza, frutto inaccettabile di una violenza cieca e immotivata.