Le mani dei boss anche sul business dei fiori olandesi e della cioccolata

Non solo traffico di droga e armi. La ‘ndrangheta è arrivata a fare affari anche coi fiori olandesi. «Una delle figure di spicco è titolare di società di import-export di fiori anche in Olanda, nelle quali investiva il denaro da riciclare». Il dettaglio è stato riferito dal procuratore di Reggio, Federico Cafiero de Raho, in una conferenza stampa sull’inchiesta delle procure di Reggio Calabria e di Roma, che ha portato a 54 fermi e che ha colpito l’élite dei clan calabresi.

Non solo fiori olandesi ma anche riciclaggio della “ciccolata Lindt”

«La ‘ndrangheta ha grande flessibilità nell’adattarsi a ciò che il mercato offre – ha spiegato il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino – e anche la capacità di agire in previsione sui segmenti che a un certo punto “tireranno”». Proprio per la presenza nel mercato di Amsterdam, l’indagine è stata supportata anche dall’autorità giudiziaria olandese. Un fatto sottolineato dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti: «È importante la cooperazione internazionale, che in questo caso ha funzionato molto bene». Oltre all’associazione mafiosa, al traffico di stupefacenti e alle intestazioni fittizie di società, tra i reati contestati dalle due procure – come ha spiegato il procuratore aggiunto di Reggio Nicola Gratteri – c’è anche «il riciclaggio di 250 tonnellate di cioccolata Lindt sottratta all’azienda, per un valore di 7,5 milioni». Gratteri ha parlato dell’inchiesta come di «un’indagine di serie A, una delle tre più importanti della procura di Reggio da dieci anni, per i nomi coinvolti. La famiglia Commisso di Siderno è la più rilevante in questo momento», con propaggini anche a Toronto e Montreal.