Di Maio leader? Grillo ora ci ripensa: la scelta spetta alla rete

Contrordine grillini: il delfino di Beppe Grillo non è più Luigi Di Maio che resta lanciatissimo come probabile candidato premier ma non può ricevere un’investitura dall’alto senza che nel Movimento si verifichi un’onda di malumori. Dunque Beppe Grillo si è visto costretto a fare retromarcia rispetto alla battuta che gli era scappata in conferenza stampa al Senato: sei tu il leader, aveva detto rivolto a Di Maio. Oggi ci ha ripensato: “Il candidato premier si sceglierà in rete come abbiamo sempre fatto. Presenteremo una squadra di governo con un programma deciso dagli iscritti”. E ancora, lasciando l’hotel Forum di Roma, se l’è presa con i giornali che hanno esagerato con i titoli su Di Maio: “Inventatevi qualcos’altro. Cercate di fare un’informazione più obiettiva perche’ così il Paese ne soffre..cercate solo dei titoloni!”.Tutto rinviato alla festa di Imola del M5S,dove spetterà ai giornalisti decrittare i segnali lanciati sulla futura leadership. Così come la battuta del presidente della Vigilanza Roberto Fico -“Non c’è nessun leader, quella di Beppe era solo una battuta” – era stata interpretata come specchio del malumore interno al Movimento per l’ascesa di Di Maio, favoritissimo come erede di Grillo anche nei sondaggi.

Di Maio leader? Per il “Corriere” si può fare…

Che la notizia fosse ghiotta lo dimostra il fatto che ben due giornali oggi dedicano all’ipotesi Di Maio i loro editoriali: sul Corriere Antonio Polito parla di svolta nello schema dei partiti perché Di Maio sarebbe stato selezionato sulla base di criteri esclusivamente politici, cioè sulle competenze e sulle capacità di aggregare consensi. Sul Foglio invece Claudio Cerasa saluta un’altra svolta: la trasformazione del M5S in un partito di tipo tradizionale, dove la base e il popolo del web hanno solo l’illusione di decidere mentre è il vertice a imporre le scelte alla rete “sovrana”.