L’Ungheria: sì alle quote, ma l’Europa deve difendere le nostre frontiere

L’Ungheria apre alle quote ma… «Abbiamo proposto di creare una forza Ue che protegga le frontiere europee e, se ci sarà una proposta della Commissione europea Ue in questo senso, siamo pronti a sostenere il sistema della ridistribuzione per quote». Da Budapest il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto chiede a Bruxelles una copertura militare delle frontiere come condizione per accettare la distribuzione dei flussi migratori tra i partner europei.

L’Ungheria chiede soldati

L’Ungheria propone anche che l‘Europa finanzi nuovi campi profughi in Turchia, Giordania e Libano. Intanto il Parlamento europeo dà il via libera (370 sì, 134 no, 52 astenuti) alla proposta della Commissione per il ricollocamento «urgente» di 120 mila rifugiati da Italia, GreciaUngheria. «Bene il voto dell’ Europarlamento. Ora tocca ai governi agire con urgenza», è il commento della Commissione Ue al voto di Strasburgo.

«I muri non servono»

«I muri non sono la soluzione, né lo è la violenza per risolvere la crisi dei profughi». Parola del commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos in una conferenza stampa a Budapest con i ministri dell’Interno e degli Esteri. «So che l’Ungheria non si considera tra i Paesi in prima linea e rispetto la vostra posizione. Chiedo tuttavia che si possa andare avanti nell’alleviare la pressione su Grecia e Italia», ha aggiunto il commissario Ue riferendosi al fatto che l’Ungheria non vuole i ricollocamenti.

Gentiloni: è inaccettabile

«Alcuni comportamenti, a mio avviso quelli dell’Ungheria, sono comportamenti inaccettabili perché tu non puoi prendere il buono che ti viene dall’Europa, come i fondi straordinari, i contributi e i sussidi, e poi rifiutare di contribuire a programmi di solidarietà», lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nel corso della trasmissione di Canale 5 La telefonata di Belpietro.