ll premier finlandese apre casa sua ai migranti: generosità o propaganda?

Il premier finlandese Juha Sipila irrompe sulla scena europea con la sua personale proposta sul dramma migratorio, e tra provocazione e restyling della sua immagine pubblica, annuncia di essere disponibile ad offrire la propria casa ai profughi a partire dal primo gennaio 2016.

Il premier finlandese apre casa ai migranti

Il perché si spiega anche facilmente, per la verità, e per due ordine di motivi: uno pratico e un altro – decisamente più rilevante – propagandistico.  La famiglia del premier, ha spiegato Sipila appellandosi alle ragioni pragmatiche della sua generosa offerta, nel corso dell’intervista alla tv YLE, vive a Sipoo, e la residenza istituzionale del primo ministro è a Kesaranta. Dunque, possedendo un’abitazione nel centro del Paese inutilizzata da quando si sono trasferiti tutti ad Helsinki, il primo ministro, esempio di rigore ed efficientismo tipicamente nord europei, perché non «mostrare che la Finlandia è un Paese multiculturale», come del resto Sipila non si è lasciato sfuggire l’occasione di ribadire nel salotto della tv nazionale? Un’offerta, la sua, doppiamente apprezzabile dal punto di vista politico e propagandistico, e che cade proprio a poche ore dall’annuncio del governo finlandese, che solo venerdì ha raddoppiato le proprie stime sul numero di richiedenti asilo previsti per quest’anno: e i nuovi dati, sia chiaro, parlano di almeno trentamila persone in arrivo…

Una mossa propagandistica?

Stupisce più del dovuto, insomma, lo slancio del premier che, in casa e all’estero, vanta un’immagine di uomo rigido e di imprenditore e politico intransigente; che, all’indomani della sua vittoria elettorale non ha tralasciato di avvertire immediatamente i suoi connazionale del fatto che la Finlandia avrebbe avuto di fronte a sé almeno una decade difficile; che ha presentato, senza batter ciglio o facili concessioni, un programma di governo pregno di ulteriori tagli alla spesa pubblica, con la riduzione dei sussidi sociali e una nuova normativa di lavoro in grado di ridurre il costo dei licenziamenti per stimolare la crescita. Un quadro preciso e senza mezzi termini, dunque, che peraltro ben sdi sposa – proposta caritatevole rivolta ai migranti compresa – con la sua fama di fervente devoto e assiduo frequentatore della Chiesa laestadiana, una corrente conservatrice del luteranesimo, originaria della Lapponia svedese, e molto diffusa al nord della Finlandia. Un movimento luterano che – non a caso – è fortemente influenzato dal pietismo… E allora, forse è anche in quest’ottica che si spiega l’invito di Sipila rivolto al resto dei finlandesi, esortati a mostrare solidarietà agli immigrati approdati in Italia, Grecia, Ungheria, e che il piano Ue provvederebbe a redistribuire. Una solidarietà, quella evocata da Sipila, che il premier auspica “volontaria”, e in nome della quale si è augurato che la Finlandia faccia da esempio. Un esempio che, al momento però, nessun collega europeo e non si è sperticato ad emulare…