L’Italia di Renzi ha il primato delle violazioni dei diritti umani nella Ue

Qual’è il Paese fra i 28 della Ue che viola più di tutti i diritti umani non applicando le sentenze di Stasburgo? Semplice: l’Italia. Un ignobile primato che vede l’Italia sul podio di una gara nella quale è meglio arrivare ultimi piuttosto che primi. L’Italia è, in effetti, lo Stato del Consiglio d’Europa con il più alto numero di sentenze della Corte di Strasburgo inapplicate, ed è per questo triste primato, che calpesta i diritti umani, che sarà al centro dell’attenzione all’Assemblea parlamentare la prossima settimana quando verrà discusso e votato il rapporto del senatore olandese socialista Klaas de Vriers  dal titolo inequivocabile «Esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti umani».

L’accusa della Ue: non applica le sentenze di Strasburgo sui diritti umani

Nel testo l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa afferma di essere «estremamente preoccupata» dall’alto numero di sentenze non applicate, quasi 11mila, e dal fatto che l’80 per cento di queste violazioni dei diritti umani concernono 9 paesi: Italia, Turchia, Russia, Ucraina, Romania, Grecia, Polonia, Ungheria e Bulgaria.
Per l’Italia le sentenze non applicate riguardano tutte violazioni dei diritti umani fondamentali: la violazione del diritto a un processo che duri un tempo ragionevole, del diritto alla proprietà, e violazioni ai danni di detenuti, malati e migranti.