L’Excelsior finisce agli sceicchi: la “dolce vita” di via Veneto ora è araba

C’era una volta la “dolce vita” di via Veneto. Una volta parlava il linguaggio cosmopolita delle star del cinema. Pur decaduta da un bel pezzo, custodiva all’hotel Excelsior le sue memorie più intriganti. Ora la “dolce vita” della vecchia mondanità parlerà sempre più spesso in arabo. Anche questo, se vogliamo, è un piccolo segno dei tempi che cambiano.  Il gruppo internazionale di hotel del Qatar, Katara Hospitality, ha annunciato l’acquisizione dello storico hotel per 222 milioni di euro. Il gruppo del golfo ha intenzione di rinnovare la struttura dell’Excelsior nei prossimi 5 anni. La proprietà comunque continuerà ad essere gestita da Starwood. L’acquisizione segue quelle degli hotel Intercontinental De La Ville a Roma e l’Excelsior Gallia a Milano. “Con questo accordo raggiungiamo la quota di tre proprietà in Italia – ha spiegato il presidente di Katara, lo sceicco Nawaf Bin Jassim Bin Jabor Al-Thani – il Westin Excelsior rappresenta tutto ciò che cerchiamo in un hotel con il suo aspetto maestoso è l’eccellenza dell’hotellerie di lusso”. Riguardo ai lavori di rinnovamento previsti Al-Thani ha spiegato che “sarà mantenuto lo stesso stile ma le stanze saranno più smart in termini di tecnologia e facili da usare.

Inaugurato nel 1906 l’Excelsior in via Veneto, è l’albergo in stile liberty, tra i primi creati a Roma con la mentalità dei grandi alberghi parigini e del Nord Europa. Situato appunto nella strada della “dolce vita” immortalata da Fellini compare nell’omonimo film ma ricostruito in uno studio di Cinecittà, tanto che nella finzione scenica la strada su cui affaccia è in piano. Lampadari di cristallo, pavimenti in marmo coperti da preziosi tappeti, mobili antichi e imponenti vasi di fiori in buona armonia con i tendaggi: dai saloni alle stanze ogni particolare ricorda gli anni del liberty parigino. Nelle sue stanze sono passate personalità illustri e star del cinema, a cominciare, nel 1908, da Alfred Dreyfus, il capitano accusato di spionaggio il cui caso divise la Francia. Nel 1943-44 l’albergo divenne il quartier generale del comandante tedesco a Roma. Vi ha alloggiato prima Reiner Stahel poi sostituito da Kurt Maeltzer, detto il “re di Roma”. Negli stessi anni vi furono ospitati anche molti ufficiali e il comando logistico della Wermacht per il traffico statale e ferroviario. Oggi la storia s’è spostata da un’altra parte. E il nuovo spirito dei tempi non poteva risparmiare l’ex santuario della dolce vita.