Lettera agli iscritti, «La Fondazione An sia la base per un nuovo partito»

Un’Associazione che non ha alcun obiettivo di “assorbire” il patrimonio economico di Alleanza Nazionale ma che sia in grado di dar vita a un grande processo di riaggregazione della destra italiana, partendo dal punto di riferimento rappresentato dalla Fondazione An. A chiederlo, a pochi giorni dall’assemblea della Fondazione di An che si terrà sabato 3 e domenica 4 ottobre a Roma, sono i primi firmatari della “Mozione dei quarantenni” (Fausto Orsomarso, consigliere regionale Gruppo misto in Calabria, Sabina Bonelli,componente dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia, Michele Facci, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Bologna, Andrea Santoro, consigliere comunale del Nuovo Centrodestra a Napoli, Alessandro Urzì,consigliere regionale del Trentino Alto Adige e provinciale di Bolzano – “L’Alto Adige nel cuore”, Gianluca Vignale, consigliere  regionale di Forza Italia in Piemonte) in una lettera-appello inviata a tutti gli iscritti della Fondazione.

Il futuro della Fondazione An

«In un momento di profonda crisi di tutto il centrodestra – si legge in un passaggio della missiva – a noi pare assurdo non impiegare, per quanto possibile e nei limiti di legge, lo strumento della Fondazione per rilanciare la tradizione politica che arriva a noi attraverso l’Msi e An, in un quadro di leale collaborazione con tutti gli altri soggetti politici che operano nel centrodestra». La mozione, precisano i 6 firmatari, dice chiaramente che «la Fondazione An non può e non deve trasformarsi in un partito, ma come tutte le “fondazioni politiche” può svolgere un’attività di elaborazione e diffusione dei valori e delle tesi della destra politica italiana. Questa attività non può esaurirsi nella celebrazione del passato, ma deve essere direttamente ispirata dalla volontà di svolgere un ruolo di indirizzo nello scenario politico italiano». Per questi motivi la Fondazione deve “democratizzarsi” modificando il proprio Statuto nel senso indicato dalla mozione già presentata da Nicola Bono e Vincenzo Zaccheo nella precedente Assemblea del dicembre 2013. In pratica «il Consiglio di amministrazione deve essere eletto direttamente dall’Assemblea degli iscritti, cancellando ogni criterio di autodeterminazione verticistica». L’obiettivo è quello di indire un grande congresso di Fondazione che «raccolga tutte le energie presenti nella nostra area politica per dare vita al nuovo Partito unitario della Destra italiana, che non deve essere una riproposizione della vecchia Alleanza Nazionale, ma un’organizzazione nuova con nome, simboli e messaggi in sintonia con i nostri tempi. Noi vi proponiamo – conclude l’appello – di far uscire la Fondazione An da un inutile e paralizzante ruolo museale, per contribuire direttamente alla riaggregazione della destra politica italiana. Chi la vede diversamente porti avanti le sue argomentazioni politiche senza nascondersi dietro strumentali e infondate costruzioni giuridiche».Lo comunica in una nota l’ufficio stampa di ForumDestra.