Lega, Riccardo Bossi cerca lo sconto di pena: ha chiesto il rito abbreviato

È stata formalmente presentata la richiesta di rito abbreviato per Riccardo Bossi, imputato insieme al padre Umberto e al fratello Renzo nel processo sulle presunte spese personali con i fondi del partito. Il giudice dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano, Vincenzina Greco, si è riservata, mentre il pm Paolo Filippini ha manifestato la sua contrarietà. Una risposta è attesa per il 18 settembre.

L’istanza di Riccardo Bossi

I difensori di Riccardo Bossi hanno chiesto il processo con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, condizionato alla testimonianza del sindaco di Lazzate (Monza-Brianza), Loredana Pizzi, per «provare il rapporto economico e lavorativo che legava l’imputato alla Lega Nord». Secondo il pm Filippini, però, «manca il requisito della decisività della prova» e per questo l’istanza non può essere accolta. La testimonianza di Pizzi, esponente del Carroccio, secondo il pm infatti «non è riconducibile all’oggetto del processo», che non sono le mansioni di Riccardo Bossi all’interno del movimento, ma «movimenti di denaro non riconducibili a rapporti di lavoro, per pagare sanzioni di carattere amministrativo, debiti con carrozzerie e negozi di abbigliamento e abbonamenti della pay tv».

Umberto e Renzo vanno al dibattimento

Se il giudice, che ha acquisito il fascicolo con gli atti del procedimento, accoglierà l’istanza, Riccardo Bossi, presente in aula nell’udienza durante la quale è stata presentata, verrà giudicato separatamente. Umberto e Renzo Bossi invece proseguiranno comunque con il dibattimento assieme all’altro imputato, l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito.