Lagarde: «Crescita globale troppo debole. Occorre più produttività»

«E’ cruciale» che i Paesi del G20 «aumentino gli sforzi per una tempestiva ed effettiva implementazione delle strategie di crescita». Lo ha sostenuto il direttore del Fmi Christine Lagarde al termine del G20 anche perché  – ha aggiunto – la crescita economica globale resta «moderata e incerta» mentre sono aumentati i «rischi al ribasso». Serve, dunque, «uno sforzo congiunto» per affrontare l’attuale congiuntura di crescita «moderata e irregolare», anche mantenendo politiche monetarie accomodanti.

L’analisi del direttore del Fmi sull’economia globale al G20

Il G20, cioè la conferenza delle venti nazioni più industrializzate del mondo, si è tenuto in un momento di nuova incertezza per l’economia globale fra la crescente volatilità del mercato finanziario, il calo dei prezzi delle commodity, il deprezzamento delle valute in alcuni Paesi, e la transizione della crescita cinese. «I rischi al ribasso sono aumentati», ha affermato Lagarde, sottolineando che è necessario uno sforzo «politico concertato per affrontare queste sfide, inclusa una politica monetaria accomodante nelle economie avanzate, politiche fiscali favorevoli alla crescita e riforme strutturali per aumentare la produttività».

«Mancano efficaci strategie di crescita»

A giudizio del direttore del Fmi, «la maggiore sfida per l’economia globale è che la crescita resta moderata e incerta. Per le economie avanzate, l’attività è prevista accelerare solo in modo modesto quest’anno e il prossimo mentre per le economie emergenti, le prospettive si sono indebolite nel 2015 rispetto all’anno precedente, anche se una ripresa è prevista il prossimo anno». Da qui la necessità, definita «cruciale» che il G20 aumenti gli sforzi per assicurare una tempestiva ed efficace attuazione delle strategie di crescita».