In Italia manca la Destra? Si, forse, no… Il “Corriere” apre il dibattito

Ernesto Galli della Loggia dedica alla Destra (che non c’è) un fondo sul Corriere della Sera di indiscutibile ampiezza. Non è la prima volta. E probabilmente non sarà neppure l’ultima. La tesi centrale del Nostro è che in Italia, la Destra non c’è per colpa, innanzitutto, di Berlusconi ( “Sulla Destra italiana il ventennio berlusconiano ha agito come una droga. L’ha euforizzata con successi insperati, le ha fatto credere di essere sulla cresta dell’onda, che ormai il futuro era suo: per poi lasciarla stremata e a pezzi come appunto appare oggi”). Il Cavaliere, in sostanza, è stato una sorta di “illusionista”. Ma il vero problema della Destra che non c’è, secondo il politologo, risale ad una “inesistente identità politica” e alla  difficoltà di far breccia nel nostro Paese di “un’antropologia e una cultura politica conservatrici, analoghe cioè a quelle che più o meno caratterizzano in Europa le Destre di governo”. Sicché sarebbe soltanto un inganno credere che, in larga maggioranza,  la società italiana sia conservatrice, ossia “diffidente delle novità”, non amante dei “cambiamenti sostanziali”, delle “svolte”. In poche parole, per Galli della Loggia esiste soltanto un “conservatorismo nullista”, inutilizzabile politicamente se non per bloccare i riformatori e i progressisti, per fermare la sinistra. Insomma, in Italia il conservatorismo diffuso nella società è privo di ambizione, carente di progetto, senza alcun orizzonte istituzionale vero. Al contrario, un conservatorismo politico moderno, secondo lo studioso, dovrebbe poggiare su basi solidamente liberali, non chiudersi nella difesa di interessi meramente corporativi né “essere sempre e comunque contro l’intervento pubblico”. Dovrebbe, siffatta Destra, essere attenta alla tradizione, al retaggio giudaico-cristiano iscritto nei nostri costumi e  nelle nostre istituzioni e dovrebbe battersi per “conservare l’orizzonte entro cui si è nati, custodire per le generazioni future i paesaggi, i luoghi, i tesori d’arte, che il passato ci ha trasmesso”. In conclusione, una cultura autenticamente conservatrice “non può che essere una cultura orientata allo Stato”, alla autorità e sovranità dello Stato. Ossia a quella idea di sovranità nazionale che in Europa è stata messa da parte un po’ troppo affrettatamente. Che di una Destra così concepita non ci sia traccia, Galli della Loggia si dice certo , anche se, con un tocco di umiltà, lascia il giudizio ai lettori.

Destra e Sinistra non vanno più usate nell’antica accezione

Dal nostro punto di vista, l’analisi proposta dalle colonne del Corriere è solo in parte condivisibile. La presenza di una Destra diffusa (nell’accezione di un comune sentire) nella società italiana, di uno spirito conservatore che non ha trovato ancora un approdo unificante e un saldo ancoraggio progettuale capace di esprimere una rappresentanza pari al peso di quell’orientamento, va al di là di alcune pessimistiche valutazioni. Essa riverbera in molti passaggi, idee, proposte, azioni dei soggetti che operano nella società e politicamente. Proprio quel patrimonio culturale, quel misto di tradizione e modernità che offre sostanza e profilo ad una opzione conservatrice degna di questo nome, connota elementi che si presentano disseminati qua e là, privi di un fattore che li convogli, rafforzandoli, in un qualcosa di autenticamente incisivo, penetrante, pervasivo, finanche in grado di realizzare una credibile alternativa di governo. Il dato è innegabile. Come è innegabile che Destra e Sinistra non vanno ormai più usate nell’accezione e nel significato che avevano fino a qualche decennio fa. Sono categorie del pensiero, entrambe, che richiedono una ben diversa articolazione critica, uno sforzo di aggiornamento straordinario, un processo di immersione, contaminazione, speculazione nella realtà di oggi. In un mondo dove le ideologie sono morte e le nuove idee, quelle vere, faticano ad emergere, c’è ancora spazio, abbiamo voglia di credere, per rigenerare la politica e  – perché no? – ri-generare l’ opzione di una Destra “conservatrice” che appare fin troppo appannata, sopita, negletta, trascurata. Galli della Loggia permettendo.