Vienna, i volontari in auto rischiano la denuncia per traffico di essere umani

I volontari che sono partiti da Vienna a bordo delle loro auto per recarsi in Ungheria a recuperare i profughi che tentavano di arrivare al confine sono rientrati in Austria. I promotori dell’iniziativa annunciano il successo dell’iniziativa sui social media: «Stiamo festeggiando coi migranti il successo del corteo, ai migranti a cui abbiamo assicurato un passaggio sicuro». Alcuni di loro hanno scelto di viaggiare in ‘blocchi’ per ridurre il rischio di essere fermati dalla polizia ungherese, che annuncia possibili denunce per “traffico di esseri umani”.

Anche 5 italiani tra i volontari

C’erano almeno 5 italiani nel corteo di 250 auto che si sono messe in fila macinando chilometri su chilometri per andare a soccorrere i disperati bloccati in Ungheria. E mentre Budapest ha aperto di fatto le porte al transito dei migranti verso Austria e Germania deponendo le armi dell’intransigenza, Monaco e la Baviera si sono trovate a fare i conti con l’arrivo di altre migliaia e migliaia di profughi. Con Vienna che in serata ha annunciato un graduale ripristino dei controlli “a campione” alle frontiere dopo “le misure di emergenza”, anche se non ha specificato quando. I volontari austriaci si sono organizzati sui social network: il loro obiettivo non era quello di portare aiuti di prima necessità ma di raggiungere i migranti in marcia verso il confine, caricarli a bordo e portarli in territorio “sicuro”, quello austriaco. Ma il rischio c’è anche per i “tassisti vloontari”- Alla fine di questa giornata gloriosa per i volontari austriaci è arrivato lo stop della polizia ungherese: se trasportano profughi rischiano l’accusa di traffico di esseri umani. Ovvero, la galera.