Sui clandestini l’Europa si spacca. L’ungherese Orban guida i ribelli

Ieri Merkel e Hollande, dopo una telefonata avvenuta mercoledì sera tra Berlino e Parigi, hanno confermato che Germania e Francia ormai sono d’accordo che l’emergenza deve essere affrontata con un sistema di quote obbligatorio, tesi da tempo sostenuta dalla Commissione e dal governo italiano. «Il meccanismo oggi in vigore oggi non basta più», ha riconosciuto il presidente francese, facendo una brusca marcia indietro, scrive “La Repubblica”.

Hollande di fronte all’ampiezza presa dal fenomeno, ha cambiato idea.

Ma la polemica con i Paesi dell’Est non si placa. Ieri il premier ungherese Viktor Orban ha pubblicato un articolo sulla Faz. in cui spiega che l’accoglienza concessa ai rifugiati, «principalmente musulmani», rischia di mettere in pericolo le radici cristiane dell’Europa. I leader europei, secondo l’ungherese, hanno dimostrato la loro incapacità di gestire l’emergenza mettendo un freno al flusso di profughi.

 Orban è contro l’accoglienza concessa ai rifugiati, «principalmente musulmani»

Prontissima la risposta della cristiano-democratica Angela Merkel: «Se pensiamo ai valori cristiani, allora credo che sia importante difendere la dignità di ogni essere umano là dove è in pericolo». Stessa risposta è arrivata anche dal presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk: «Per me essere cristiano nella vita sociale significa avere dei doveri verso i fratelli in difficoltà».

Tusk: UE deve farsi carico della ridistribuzione di «almeno centomila» richiedenti asilo.

In realtà la Commissione si prepara a varare martedì prossimo una nuova proposta che prevede la ripartizione obbligatoria di almeno 120 mila asilanti, che si andrebbero ad aggiungere ai trentaduemila che i Paesi Uè avevano già condiviso a luglio. Chi non vorrà farsi carico dei rifugiati potrà tirarsi fuori, ma in questo caso dovrà pagare un contributo di solidarietà, una specie di penale, per aiutare i Paesi che aprono le loro frontiere. La proposta dovrebbe essere approvata dal collegio dei Commissari martedì e presentata da Juncker al Parlamento europeo nel suo discorso sullo stato dell’Unione mercoledì mattina. Poi toccherà ai ministri degli Interni approvare il piano nella loro riunione del 14 settembre. Ma non sarà una discussione facile. I governi dei Paesi dell’Est, in gran maggioranza contrari al sistema delle quote, hanno indetto per oggi una riunione in cui cercheranno di mettere a punto una contro-strategia. Italia, Francia e Germania, invece, hanno detto non solo di sostenere la proposta, ma hanno anche chiesto una revisione delle regole di Dublino sul diritto di asilo.