Immigrazione, la Boldrini fa lo sceriffo: basta buonismo con chi semina odio

È un disco rotto. Ossessionata dal vento del razzismo e dell’omofobia, lady Montecitorio, al secolo Laura Boldrini, torna a prendersela con quegli italiani «pericolosi» che osano dubitare dell’accoglienza senza se e senza ma. Brutti e cattivi. «Vorrei che non fossimo buonisti nei confronti di chi semina odio, perché essere troppo buonisti significa essere complici». Parlando di immigrazione al Prix Italia di Torino la terza carica dello Stato rispolvera l’abbecedario dei luoghi comuni che l’hanno portata sotto i riflettori, tra gaffe e facce feroci.

Il refrain della Boldrini

Nel mirino della Boldrini, ma “madonnina del piano” a sceriffo, ci sono gli italiani che osano denunciare l’allarme sicurezza, i partiti che si fanno portavoce dei sentimenti dei cittadini e i media che, a sua detta, soffiano sul fuoco dell’intolleranza. «Ci sono partiti in Italia che hanno investito su questo, la loro identità si basa sulla paura e ciò ha inquinato il dibattito pubblico», ha detto puntando l’indice, senza mai nominarle, sulle forze politiche di opposizione che reclamano una politica di fermezza sull’immigrazione selvaggia. «Non chiedo ai media di essere buonisti. Chiedo più analisi del fenomeno, più attenzione ai rapporti di causa e effetto». «Vorrei che ci fosse lo stesso metro di giudizio sugli avvenimenti – ha continuato la presidentessa militante –  mi è capitato di vedere incidenti stradali con alla guida immigrati in prima pagina e gli stessi incidenti con alla guida italiani non considerati una notizia».  E giù i soliti bla bla linguistici nel segno della peggiore tradizione del politicamente corretto: «L’uso delle parole non è mai neutro, la parola clandestino viene usata in maniera pregiudiziale, anche per persone vittime di violenza».

Vietato dissentire

Con piglio censorio poi se la prende con chi non la pensa come lei, persino con la goliardia che scuote il suo senso civico. Oibò.  «In questi anni si è tollerato troppo», ha detto auspicando il bavaglio, «le battute folkloristiche e goliardiche che vengono fatte anche nei dibattiti televisivi e nei contesti pubblici spesso sono veramente offensive, discriminatorie e questo fa male, non solo alla nostra società, ma specialmente ai giovani. Come facciamo a insegnare ai giovani il rispetto delle differenze quando poi esponenti politici fanno esattamente il contrario e il resto della politica non stigmatizza con la dovuta forza tutto questo?». Ma dove vive lady Montecitorio?