Immigrati, l’allarme del Pentagono: la crisi durerà almeno altri vent’anni

Treni bloccati, assalti, muri anti-immigrati, proteste. La forte onda migratoria verso l’Europa preoccupa anche il Pentagono. «È un’emergenza enorme, una crisi reale», ha affermato uno dei massimi vertici del Pentagono, il generale Martin Dempsey, capo di stato maggiore delle forze armate Usa. In un’intervista esclusiva alla Abc, Dempesy si è quindi detto “preoccupato” e ha sottolineato la necessità per tutti di agire «sia unilateralmente che con gli alleati», considerando ciò che sta avvenendo «come un problema generazionale» e mettendo sul piatto adeguate risorse che permettano di affrontare la crisi per almeno vent’anni. A proposito della drammatica fotografia del bimbo siriano di tre anni morto su una spiaggia della Turchia, Dempesy ha auspicato che quella immagine «abbia un simile effetto a quella del 1995 del mortale attacco con i mortai alla piazza del mercato di Sarajevo, che spinse verso l’intervento della Nato in Bosnia», cioè spinse la comunità internazionale ad agire con maggiore efficacia per trovare una soluzione ad una drammatica emergenza.

Immigrati, l’Alto commissario Onu all’Ue: ricollocare 200mila rifugiati

Scende in campo anche l’Alto commissario Onu per i rifugiati Antonio Guterres che ha esortato l’Ue a mettere in atto un “programma di ricollocazione di massa”. «L’Europa sta affrontando – ha detto – il più grande afflusso di rifugiati degli ultimi decenni» e servono «misure urgenti e coraggiose». «Le persone – ha affermato Guterres – che risultano aver una richiesta di protezione valida devono beneficiare di un programma di ricollocazione di massa, con la partecipazione obbligatoria di tutti gli Stati membri dell’Ue. Una stima molto preliminare indica una potenziale necessità di accrescere le opportunità di ricollocazione a 200mila posti».