I medici pronti alla protesta: «Palazzo Chigi gioca con la salute della gente»

I medici pronti a scendere in piazza contro il governo Renzi e la scure alzata minacciosamente su tagli e sforbiciate varie alla sanità. Pronti alla mobilitazione, i camici bianchi si dicono intanto «nettamente contrari» alla previsione di sanzioni pecuniarie destinate ai medici nel caso in cui non rispettino i criteri che saranno fissati dal ministero della Salute per la erogabilità di esami e visite a carico del Servizio sanitario nazionale, e «nettamente contrari» anche a quella che si profila come una «vera e propria svalutazione del ruolo dei professionisti della Sanità». I sindacati di categoria, dalla Fp-Cgil alla Federazione dei medici di famiglia Fimmg, escono con un giudizio critico dall’incontro convocato dal ministro Beatrice Lorenzin per un confronto sul provvedimento in preparazione, e che si tradurrà in un decreto mirato a garantire l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie.

Medici, la mobilitazione di piazza

Nell’ottica della razionalizzazione e contenimento della spesa, nuovi e notevoli risparmi nel settore dovrebbero infatti arrivare proprio dallo stop ad esami e visite inutili, ovvero ‘inappropriate’, che costano ogni anno circa 13 mld al Servizio sanitario nazionale: mira a questo il decreto in preparazione, secondo quanto previsto dal maxiemendamento al dl Enti locali approvato a luglio. Ma i sindacati esprimono con forza la propria opposizione: «Abbiamo espresso perplessità e contrarietà – spiega il segretario Fp-Cgil Medici Massimo Cozza – soprattutto relativamente alla volontà di prevedere una sanzione pecuniaria per i medici. Si tratta di un meccanismo che rischia di rompere il rapporto tra medici e cittadini». Contrarietà, aggiunge Cozza, «anche perché i cittadini dovranno pagare di tasca propria varie prestazioni in determinate situazioni, mentre altre criticità sollevate riguardano il fatto che le prestazioni prese in considerazione sono relative ai vecchi livelli essenziali di assistenza Lea che risalgono al 1996». Dubbi pure in merito ai criteri in base ai quali le Regioni saranno chiamate a garantire un’applicazione omogenea dei nuovi criteri di appropriatezza su tutto il territorio.

I sindacati sulla black list delle prestazioni

Duro anche il giudizio di Silvestro Scotti della Fimmg: «Siamo assolutamente critici alla previsione di sanzioni pecuniarie e alzeremo i toni della nostra protesta. Questo provvedimento rientra nella protesta che stiamo preparando nell’ambito della mobilitazione indetta dalla Federazione degli ordini dei medici Fnomceo. Così – rileva – si riduce il ruolo del medico». A questo punto, «amplieremo la nostra mobilitazione; ci saranno gli Stati generali già annunciati dalla Fnomceo, e alzeremo i toni sulla perdita del ruolo medico legata al fatto che i medici debbano prescrivere come fossero dei delinquenti. Il medico, invece – sottolinea il leader sindacale – già normalmente si comporta usando criteri di appropriatezza». Anche il Sindacato medici italiani (Smi) dice «no» alla «black list sulle prestazioni: si produrranno conflitti con i pazienti, abusi interpretativi da parte delle aziende sanitarie e delle regioni, quindi un forte contenzioso amministrativo e, spesso, giudiziario». Le proposte di modifica al provvedimento da parte dei sindacati saranno ora inviate entro venerdì, lo stesso giorno nel quale dovrebbero arrivare anche alcuni ulteriori chiarimenti da parte del Consiglio superiore di sanità, che ha già espresso parere favorevole al provvedimento. Poi, secondo l’iter previsto, il provvedimento dovrebbe passare all’esame della Conferenza Stato- Regioni.