I genitori costringono la figlia a bere uno “strano” decotto per farla abortire

Costretta ad abortire: e nel modo più machiavellico possibile. È successo, e quasi per la seconda volta, a una diciassettenne fiorentina che i genitori, scoperta la gradivanza, hanno cercato di indurre inconsapevolmente ad interrompere la gestazione.

Costretta ad abortire

Un caso, quello della diciassettenne costretta ad abortire che, considerati protagonisti e modalità d’intervento di “carnefici” e “vittima” della vicenda, ricorda molto da vicino un racconto gotico dei più datati e dei più neri. Una storia, inoltre, da telenovelas brasiliana – se non fosse per il risvolto drammatico dell’episodio finito in cronaca, che registra già un aborto vero, e non televisivo – secondo cui i due genitori già in una precedente occasione avrebbero fatto bere alla figlia un decotto di erbe procurandole, suo malgrado, un’interruzione di gravidanza, e poi avrebbero tentato di porre fine, allo stesso modo, a una seconda gestazione della giovane, bloccati nell’impresa “killer” solo dall’arrivo degli agenti. La polizia, raccolta la testimonianza della diciassettenne che ha dichiarato di essere stata costretta ad abortire, ha denunciato madre e padre per il reato di tentato e procurato aborto. L’episodio, finito sulle pagine del Corriere Fiorentino, sarebbe avvenuto nei giorni scorsi a Firenze.

Interruzione di gravidanza: il precedente

Secondo quanto raccontato dalla giovane alle forze dell’ordine, infatti, una volta appresa la notizia della nuova gravidanza i genitori avrebbero provato a farle bere un infuso “fatto in casa”. Lei, sospettando qualcosa di losco, si sarebbe opposta e, in suo aiuto, avrebbe chiamato il fidanzatino, che ha dato prontamente l’allarme. Nell’abitazione è intervenuta anche la scientifica della polizia, che ha sequestrato residui vegetali e erbe essiccate usate per la preparazione dell’infuso. Il materiale è stato quindi inviato ai laboratori della Asl per essere esaminato. I risultati delle analisi serviranno a stabilire se la bevanda sia effettivamente controindicata per donne in stato interessante. Nel frattempo, però, la diciassettenne, alla terza settimana di gravidanza, ha chiesto ed ottenuto di essere affidata ad una struttura protetta. Secondo il suo racconto, lo scorso aprile la madre l’avrebbe indotta a bere lo stesso infuso, provocandole di lì a poco un aborto. La ragazza avrebbe spiegato di aver collegato le due cose, però, solo successivamente. Così, quando nei giorni scorsi la madre, saputo della nuova gravidanza, secondo il resoconto della ragazza avrebbe tentato di farle bere la bevanda a base di erbe – una pozione killer? – ha trovato di fronte a sé l’opposizione della figlia. E allora, tanto per aggiungere ulteriore crudezza alla vicenda, sempre secondo il racconto della giovane, il padre sarebbe intervenuto sostenendo, inflessibilmente, che i genitori l’avrebbero comunque costretta a bere il decotto con la forza. Ai laboratori, perciò, spetta ora la verità definitiva sulla triste vicenda, ai limiti del surreale.