I compagni di Sel difendono l’Unar. Meloni: sono i soliti comunisti

I “compagni” di Sel si schierano a difesa del direttore dell’Unar che ha “bacchettato” Giorgia Meloni e lo fanno con un’interrogazione al premier Renzi in cui viene chiesto di “bloccare ogni possibile iniziativa punitiva nei confronti del direttore dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che nella vicenda della lettera all’on. Meloni ha svolto regolarmente il mandato istituzionale dell’ufficio che consiste proprio nel vigilare e intervenire nel caso ravvisi l’esistenza di fenomeni o comportamenti discriminatori”. Nei giorni scorsi a Giorgia Meloni era arrivata una lettera dell’Unar in cui si chiedeva alla leader di FdI di correggere i toni usati sul tema dei migranti, in pratica un tentativo di “bavaglio”. Un tentativo che Nichi Vendola difende chiedendo anzi maggiori poteri per l’Unar al fine di una “più incisiva azione delle Istituzioni di fronte alla pericolosità del cosiddetto hate speech e dell’incitamento all’odio razziale e religioso”.

Il commento di Giorgia Meloni

Meloni ha così commentato su Fb l’uscita di Sel: “Vendola e Sel difendono il burocrate dell’Unar? Sono i soliti comunisti. A questo punto farebbero bene a togliere la parola ‘libertà’ dal loro simbolo se ritengono davvero, in contrasto anche con la loro esponente e Presidente della Camera Boldrini, che un parlamentare possa essere censurato da un funzionario del governo. Ma la sinistra italiana è da sempre la fiera dell’ipocrisia”.