Grecia, pari nei sondaggi Syriza e conservatori. Si defila Papandreou

Mentre la Grecia si avvia ad una tornata elettorale dagli esiti sempre più incerti, l’ex primo ministro greco e leader del Pasok, George Papandreou, ha annunciato che il suo Movimento dei socialisti democratici (Kidiso) non prenderà parte alle elezioni anticipate del 20 settembre per “ragioni finanziarie”. Si tratta della prima volta da quasi un secolo che un membro della dinastia dei Papandreou non partecipa a un’elezione politica in Grecia. Kidiso (o Kidima, l’acronimo in greco) ha preso solo il 2,5% dei voti a gennaio, non riuscendo ad entrare in Parlamento (la soglia è del 3%). E nei giorni scorsi è fallito il tentativo di una lista comune tra i socialisti del Pasok e la formazione fondata dal loro ex leader.La storia politica dei Papandreou ha inizio nel 1920 quando suo nonno, chiamato Georgios Papandreou come lui, si candidò alle elezioni come candidato indipendente per i liberali a Lesvos. Non fu eletto, ma divenne ministro dell’Interno nel 1923 e successivamente entrò in Parlamento come deputato ‘Venizelista’ (dal nome del primo ministro Eleftherios Venizelos, repubblicano). Primo ministro a più riprese (1944-45 – durante l’esilio e l’occupazione italo-tedesca – 1963 e 1964-65), fu sempre eletto in varie elezioni fino al 1951, anno in cui perse brevemente il suo seggio. Tornato in parlamento nel novembre 1952, si avviava ad una facile conferma nel maggio 1967, ma il colpo di stato dei Colonnelli (un mese prima) cancellò la democrazia in Grecia. Intanto era entrato in politica tra le file della sinistra suo figlio, Andreas Papandreou, futuro fondatore del Movimento socialista Pan-ellenico (Pasok), esiliato dal 1941 negli Usa. Andreas, che sarebbe diventato uno dei politici europei più celebri della sua generazione, rientrò in Grecia solo nel 1959.

Grecia, incertezza sull’esito elettorale del voto del 20 settembre

Eletto per la prima volta nel 1964 (per farlo dovette rinunciare alla cittadinanza americana), fu premier dal 1981 al 1989 e dal 1993 al 1996. Suo figlio George – nato negli Stati Uniti – seguì le sue orme e entrò in Parlamento nel 1981 e da allora e fino a quest’anno è stato sempre eletto.Più volte ministro nei governi socialisti, è stato artefice di una clamorosa vittoria elettorale del Pasok nel 2009. Ma il suo percorso da premier non va oltre la fine del 2011, a causa della devastante crisi economica e dell’opposizione interna nel Pasok, che lo costringe alle dimissioni. Nel gennaio di quest’anno, alla vigilia del voto, aveva lanciato la fallimentare avventura di Kidiso. Nel frattempo la politica greca si è trasformata, con la fine del bipolarismo tra Pasok e Nea Dimokratia, i conservatori contraddistinti anche loro da un’egemonia familiare, quella dei Karamanlis, anch’essa praticamente al tramonto. Le elezioni greche perdono quindi una presenza storica, mentre il Paese entra in un’ennesima fase di estrema incertezza politica: i sondaggi indicano infatti una sostanziale parità tra la sinistra di Syriza e i conservatori di Nea Dimokratia (attorno al 26% dei consensi) per il voto del 20 settembre. Si va dunque verso un probabile governo di coalizione, a ma nel gioco politico delle trattative post-voto stavolta non ci sarà più alcun Papandreou.