Governo Renzi vuole tagliare medici, TAC e radiografie: sanità in rivolta

Dottori in rivolta contro le prescrizioni inutili a cui sta lavorando il ministero e che preoccupa i camici bianchi, passibili di sanzioni se non giustificano adeguatamente le prescrizioni di queste prestazioni, soprattutto esami. A quanto si apprende i sindacati hanno 48 ore di tempo per fare le loro osservazioni tecniche, da riconsegnare al ministro. Entro la fine della settimana arriveranno altre piccole osservazioni dal Consiglio superiore di sanità, che ha già espresso parere positivo facendo alcuni rilievi recepiti dai tecnici del dicastero. Il ministro ha annunciato ai sindacati l’intenzione di avviare un tavolo tecnico con le Re gioni, a cui spetta l’applicazione del provvedimento e delle eventuali sanzioni, in modo che l’attuazione sia omogenea in tutti il territorio nazionale. La Lorenzin ha ribadito infine che nella Legge di stabilità saranno inserite le nuove norme sulla responsabilità professionale per arginare il fenomeno della medicina difensiva.

Tanti tagli riguarderanno l’attività dei mdici e le prestazioni ospedaliere

Fra le oltre 200 prestazioni di specialistica ambulatoriale oggetto del giro di vite, ce ne sono alcune di estrazione e ricostruzione dei denti, l’applicazione di apparecchi mobili o fissi; esami di radiologia diagnostica come Tac e risonanza magnetica della colonna, degli arti superiori e inferiori, densitometria ossea. E ancora, dovranno essere prescritti con precisi paletti esami di laboratorio come colesterolo totale e Hdl e Ldl, trigliceridi, solo in persone con più di 40 e con fattori di rischio cardiovascolare o familiarità, da ripetere a distanza di 5 anni; test allergologici; test per valutare la compatibilita in caso di tra pianto (tipizzazione genomica); esami di dermatologia allergologica.

Sarà sempre più raro poter usufruire di determinate prestazioni sanitarie

Il documento — si legge su “Libero”  – scatena reazioni. «Il punto debole del decreto ministeriale della Lorenzin è che mette in moto un meccanismo, quello sanzionatorio rispetto alle prescrizioni cosidette ‘inappropriate’, che oltre a spaventare il medico e farlo lavorare male, creano un danno al malato che vedendosi negare la Tac o l’esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato. Così salta il delicato e fondamentale rapporto pazientemedico». Ad affermarlo è Domenico Iscaro, presidente nazionale dell’Anaao Assomed, che commenta l’incontro tra i sindacati di categoria e il ministro Lorenzin per valutare la bozza di decreto ministenale sull’appropriatezza prescrittiva.