Gli italiani hanno sborsato 48,6 miliardi di tasse. Grazie a Monti-Letta-Renzi

Tasse, chi più ne ha, più ne mette. La Cgia fa i conti che, per una volta, indicano un saldo concettualmente “positivo” per i contribuenti: ossia, quello con il sagno meno davanti ai numeri che sta a indicare ottimisticamente un taglio degli esborsi fiscali da affrontare. Del resto gli italiani, come noto, pesantemente vessati dal fisco e ciclicamente illusi dall’interminabile balletto sulle imposte patrimoniali, alla logica dell’alternanza contribuitiva sono ormai abituati…

Le tasse tra conferme e cancellazioni

Così come sono abituati allo scherno e alla sua repentina smentita: non fu forse Silvio Berlusconi il primo ad annuciare l’abolizione dell’Ici, rendendosi immediatamente bersaglio delle polemiche strumentali e delle ingiurie politiche degli avversari, pronti immediatamente dopo, però, ad emularne progetti fiscali e proposte economiche (abolizione dell’odiosa tassa sulla prima casa compresa)? E allora, Ici si, Imu no, Tari si, Tasi pure: nel tempo sono cambiati i nomi e le proporzioni; possono essere stati limati i costi e variati i servizi a pagamento o i destinatari del balzello, ma la verità matematica è sempre stata una: anche invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non è cambiato, e a pagare il conto sono sempre i cittadini italiani. E se non cambia, dunque, nemmeno diminuisce: tanto è vero che se davvero andiamo fare i conti spalmati sugli ultimi anni e gli ultimi governi, ahinoi, il saldo per le vittime del fisco – al netto degli evasori – è sempre pesantemente a svantaggio del contribuente. E a pagare il conto sono sempre i cittadini italiani.

Imposte ed esborsi del 2014

Basterà ricordare, infatti, quello che la stessa Cgia elenca ruguardo ai dati pregressi, secondo cui nel 2014 le imposte patrimoniali sono costate agli italiani l’esborso della cifra record di 48,6 miliardi di euro. E se la matematica non è un’opinione, come la stessa Cgia segnala dopo aver «identificato» tasse, imposte, balzelli di ogni tipo, e aver calcolato l’impatto che queste hanno avuto sulle tasche dei contribuenti. Così, se per l’anno in corso il gettito complessivo dovrebbe attestarsi sul livello raggiunto nel 2014, solo dal 2016 dovremmo registrare una decisa inversione di tendenza. Se, però: è questa la sillaba chiave. E allora, «se il Governo confermerà l’abolizione delle tasse che gravano sulla prima casa, dell’Imu agricola e di quella sugli imbullonati – commenta Paolo Zabeo della Cgia – nel 2016 dovremmo risparmiare 4,6 mld di euro: vale a dire uno sconto che sfiora il 10%». Ma a fronte del condizionale d’obbligo, non va trascurato l’indicativo categorico che la Cgia ricorda, per cui, sono state almeno una quindicina le patrimoniali che hanno fin qui pesato sui portafogli degli italiani. Nel 2014, ad esempio, per onorare Tasi e Imu, famiglie, imprese e lavoratori autonomi hanno versato ben 24,7 mld». Le imposte patrimoniali, spiega del resto la Cgia, sono quelle che di fatto gravano sul quantum posseduto dalle persone in un determinato momento.

Tasse: ecco l’elenco infinito

La ricchezza è intesa in senso “molto ampio” e comprende dai generi di prima necessità, come al casa in cui vivere, al canone Rai. E allora, già gabelle e tributi da pagare per beni immobili (case, terreni), beni mobili (auto, moto, aeromobili, imbarcazioni), investimenti finanziari, etc. Più precisamente: via libera a imposta di registro e sostitutiva; imposte di bollo; imposta ipotecaria; diritti catastali; Ici/Imu/Tasi; bollo auto; canoni su telecomunicazioni e Rai Tv; imposta sulle transazioni finanziarie; imposta sul patrimonio netto delle imprese; imposta su secretazione dei capitali scudati; imposte sulle successioni e donazioni; imposta straordinaria sugli immobili; imposta straordinaria sui depositi; imposta sui beni di lusso. Tutte tasse che, di strordinario, hanno solo i gravosi costi…