La giunta di Marino finisce a puttane. Multe (a casa) ai clienti delle “lucciole”

La parola d’ordine per Ignazio Marino è una sola: reagire. Reagire allo sputtanamento mondiale seguito all’inchiesta “Mafia capitale” con la sua coda avvelenata di arrestati, imputati e indagati; reagire al ridicolo istituzionale andato in scena dopo i funerali kitsch di uno zingaro sinto spacciato dall’isteria collettiva alla stregua di un boss del calibro di Al Capone e John Gotti messi insieme; reagire, infine, all’affiancamento-commissariamento affidato all’arcangelo Gabrielli, il prefetto tuttofare. Erano circa duemila anni che Roma non sperimentava una doppia guida. Grazie a Renzi, almeno è questa lacuna è stata colmata.

Marino rincorre solo provvedimenti spot

Reagire, dunque. D’accordo sì, ma come? Di primo acchito viene in mente che ora Marino eliminerà le buche che fanno delle strade romane un gigantesco colabrodo per la gioia di automobilisti, pedoni, botticelle e compagnie di assicurazioni. Acqua, acqua. Sarà allora il nuovo piano del traffico in grado di liberare il centro storico dall’imbottigliamento quotidiano di taxi, bus, auto private e a noleggio? Acqua, ancora acqua. Vuoi vedere allora che sindaco e giunta si sono decisi sul serio a lavorare per erogare servizi degni di una capitale europea, a cominciare dalla raccolta rifiuti per finire ai trasporti passando per la cura del verde pubblico? Macché, ora diluvia addirittura. Siamo irrimediabilmente fuori pista.

Sanzioni di 500 euro. E Roma resta nel degrado

La reazione di Marino al degrado è ben altra e s’annuncia risolutiva. Eccola: giro di vite sulla prostituzione con multe salate per i clienti delle lucciole che se la vedranno recapitare direttamente a casa. Non proprio una cortesia, anzi. L’invio a domicilio – come esplicita a Radio 24 Rossella Matarazzo, vicecapo di gabinetto al Campidoglio con delega alla sicurezza – sottende l’auspicio che ad aprire la busta sia la moglie del malcapitato “puttaniere”. Che verrebbe così colpito due volte: nella tasca con una sanzione di ben 500 euro, e – pena ben più difficile da scontare – con la perdita della pace familiare. La sanzione ai clienti non è una novità assoluta ma la Matarazzo non dispera di introdurre una sanzione, di importo inferiore, anche per la prostituta. Ufficialmente si tratta ancora di un’idea-progetto. Ma è scontato che Marino e la sua giunta l’approveranno senza battere ciglio. L’alternativa, del resto, è mandare tutto a puttane. Proprio come da programma elettorale.