Francesco sferza i Castro: “Apritevi al mondo. Avanti con le liberalizzazioni”

Appena atterrato, il Papa che ha reso possibile il disgelo ne parla come di un modello per l’intero pianeta: «Da alcuni mesi siamo testimoni di un avvenimento che ci riempie di speranza: il processo di normalizzazione delle relazioni tra due popoli, dopo anni di allontanamento. È un segno del prevalere della cultura dell’incontro, del dialogo, del “sistema della valorizzazione universale sul sistema, morto per sempre, di dinastia e di gruppo”», dice citando l’eroe dell’indipendenza cubana, José Martí. Ad accoglierlo all’aeroporto c’è il presidente Raúl Castro: «Santità, il popolo cubano la riceve con un sentimento di profondo rispetto, affetto e ospitalità», dice.

Castro accoglie Francesco come segnale di apertura al mondo

Bergoglio scandisce: «Incoraggio i responsabili politici a proseguire su questo cammino e a sviluppare tutte le sue potenzialità, come prova dell’alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace e del benessere dei loro popoli, di tutta l’America, e come esempio di riconciliazione per il mondo intero». Francesco andrà da Obama alla Casa Bianca, sarà il primo Papa a parlare al Congresso Usa, interverrà all’Assemblea Onu. Come «messaggero della misericordia», riprenderà il filo delle riflessioni affidate all’enciclica Laudato si’: parlerà all’intera «famiglia umana» per chiedere «un cambio di rotta» che faccia uscire il pianeta dalla «spirale dell’autodistruzione», sociale ed ambientale. A Cuba le cose stanno cambiando. Ï videomessaggio del Papa è stato trasmesso in prima serata dalla Tv nazionale. «Vorrei chiederle, signor presidente, di portare i miei sentimenti di speciale considerazione e rispetto a suo fratello Fidel», ha sorriso ieri Francesco a Raúl Castro.

Ma Papa Francesco insiste: “Avanti con le liberalizzazioni, non solo quelle economiche”

Francesco incontrerà il líder máximo oggi. La Chiesa sostiene la revoca dell’embargo ma chiede che Cuba prosegua nel cambiamento: «C’è da auspicare che una liberalizzazione a livello di vincoli e di legami, soprattutto a livello economico, possa portare anche una maggiore apertura dal punto di vista della libertà e dei diritti umani, un fiorire di questi aspetti fondamentali per la vita delle persone e dei popoli», dice il cardinale Parolin. Francesco ha pregato per «la pace, la solidarietà e il rispetto reciproco». E ha concluso con le parole di Giovanni Paolo II: «Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba».